Finanza
Fiumara è inquinata e il mare rimane tabù
Arpat rileva il doppio dei batteri rispetto all’ultimo prelievo
MARINA DI GROSSETO. Ancora un semaforo rosso per l’inquinamento a Fiumara dove Arpat ha rilevato mercoledì 9 settembre - per la quarta volta dal 27 agosto - dati fuori norma sugli enterococchi intestinali in mare. Le correnti marine restituiscono di nuovo valori batterici superiori al limite: più del doppio (620 Ufc, Unità formanti colonia per 100 ml, che è l’unità di misura) rispetto all’ultimo prelievo (259 Ufc) di qualche giorno fa.
Il divieto di balneazione disposto dal sindaco Emilio Bonifazi la settimana scorsa con apposita ordinanza dunque in questa zona resta in vigore. Il mare della spiaggia libera di Fiumara è off limits. Gli stabilimenti balneari non sono interessati.
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Fiumara. Per l’assessore al turismo Luca Ceccarelli è l’ennesima conseguenza «del gioco delle correnti marine» che da settimane produce valori impazziti, in un valzer di divieti, revoche e nuove ordinanze conseguenti ai risultati di laboratorio. Il clou è stato subito dopo la piena intorno al 25 agosto. Anche il 27, tre giorni dopo, Arpat ha effettuato altri campionamenti lungo la costa rilevando a San Leopoldo valori degli enterococchi superiori alla norma: in quell’occasione 2924 su 200. È risultato inquinato tutto il litorale, per via della grande quantità di detriti trascinati via mare dalla piena dell’Ombrone. Il giorno dopo il valore - rilevato dal successivo prelievo suppletivo - è salito a 4611. Ancora qualche giorno dopo Arpat ha reso noti i risultati di altri campionamenti. Il 31 agosto i valori degli enterococchi sono scesi a 31 su 200, dunque ampiamente nei limiti. L’inquinamento è rientrato, il sindaco ha revocato il divieto, la costa di Fiumara è tornata balneabile. I turisti hanno nuovamente affollato la costa. I prelievi dell’agenzia regionale sono continuati e il 2 settembre Arpat ha compiuto un nuovo campionamento che ha restituito risultati non buoni. I batteri sono tornati a far capolino, seppure in quantità non industriali: 259 su 200 Ufm, ma ciò è bastato a far scattare una nuova ordinanza di divieto. Ieri nuovi risultati: i batteri sono raddoppiati. Strano risulta che Marina centro (verso la foce) non abbia valori sballati; ma «è il gioco delle correnti - dice Ceccarelli - I detriti sono ancora in mare. L’importante è che gli stabilimenti non siano toccati».
Ombrone nord. Pure qui Arpat ha rilevato di nuovo inquinamento da enterococchi: 865 Ufc rispetto a 200 del prelievo precedente effettuato il 2. Quasi il triplo dei batteri. Il divieto resta anche in questo caso.
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