Il Tirreno

Grosseto

«Questa condanna è la mia morte civile Meglio la lupara»

di Alfredo Faetti
«Questa condanna è la mia morte civile Meglio la lupara»

L’ex sindaco Borghi commenta sui social la sentenza La solidarietà di Sel giunge anche dai vertici nazionali

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GAVORRANO. Ieri se n’è andato al lavoro in Comune, come sempre. Chi lo ha sentito parla di un persona colpita ma non certo affossata. Il telefono squilla a vuoto, così Massimo Borghi lascia il suo commento ai social, nello stile quasi poetico che ormai lo contraddistingue. «La stavo aspettando è arrivata strampalata, ma nel momento giusto per me è la morte civile, era meglio un colpo di lupara».

Tanto scrive l’ex sindaco di Gavorrano, condannato dalla Corte dei Conti ad un risarcimento di sedicimila euro per lo scioglimento del consiglio comunale e della giunta nel 2011, quando fu eletto primo cittadino nonostante l’aspettativa dal suo lavoro presentata in ritardo. Parole che fanno intendere come Borghi fosse in attesa di questa batosta: del resto, anche se la sentenza è stata depositata solo a inizio settembre, i giudici la loro decisione l’avevano presa già a gennaio. Tant’è che nel territorio minerario sono ormai mesi che gira una voce su un presunto faldone che riguardava proprio l’ex sindaco vendoliano e il conto che lo Stato aveva in serbo per lui per i fatti del 2011. Forse si trattava proprio di questa sentenza, forse era solo una chiacchiera.

Fatto sta che la batosta si è fatta sentire e in soccorso arriva tutto il suo partito, Sinistra Ecologia e Libertà, dai livelli locali fino al Parlamento passando per la segreteria provinciale. «La sentenza che condanna l'ex sindaco di Gavorrano a risarcire il Comune per 16mila euro lascia esterrefatti – dicono in una nota congiunta il deputato Nicola Fratoianni e la senatrice Alessia Petraglia - A Borghi esprimiamo tutta la nostra solidarietà, in una vicenda grottesca che colpisce non solo lui, ma tutti i cittadini di Gavorrano che per due volte lo hanno eletto». Una solidarietà che parte dalle contraddizioni, sostengono i parlamentari, insite del nostro Paese. «Al sindaco decaduto per un errore formale si chiede di risarcire personalmente le casse comunali per il danno erariale occorso con la decadenza, ma quante volte lo Stato ha chiesto ai sindaci decaduti per mafia di rifondere le casse degli Enti che hanno consegnato al malaffare?». E a questo proposito, Fratoianni e Petraglia ricordano che «da due anni giace in Senato un'interrogazione in cui chiediamo proprio questo. Ed è qui che sta tutta la sproporzione di questa vicenda grottesca».

Stessa linea di approccio dei coordinatori locali di Sel Giuseppe Borgi (regionale), Marco Sabatini (provinciale) e Nicola Menale (comunale). «Le sentenze si accettano, ma non può non lasciare perplessi la durezza di questa decisione – dicono - in un Paese dove un ineleggibile come De Luca continua a fare tranquillamente il governatore, Massimo Borghi, dopo esser stato votato due volte dai cittadini, è stato mandato a casa e adesso gli vengono addirittura richiesti 16mila euro».

Così arriva la solidarietà anche dai tre coordinatori «al compagno che da sempre lotta contro le ingiustizie, referente della Fondazione Caponnetto contro le mafie e primo ad iniziare una campagna nazionale contro le slot machine nei locali pubblici».

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