La manifestazione
Caos Poste, Pereta non si arrende
Il paesino torna a manifestare contro la chiusura dell’ufficio: «Tolto quello non resta più nulla»
PERETA. Pereta non si arrende alla chiusura del suo ufficio postale e scende in piazza per la seconda volta. Ieri mattina un gruppo di peretani, accompagnati dal sindaco di Magliano in Toscana Diego Cinelli, si è dato appuntamento davanti alla porta serrata del locale ufficio postale per esprimere tutto disappunto sulla chiusura.
Pereta è un piccolo borgo in cui abitano poche persone in inverno, per lo più anziane, che subirebbero un grosso danno dalla chiusura dell’ufficio postale. Nella piccola frazione non c’è più nulla: il medico arriva una volta alla settimana, non c’è una farmacia, né un tabaccaio dove andare a pagare le bollette e tanto meno una banca. Il paese che con la chiusura dell’ufficio postale rimane insomma tagliato fuori dai servizi essenziali.
Il Tar si è pronunciato pochi giorni fa sui ricorsi che molti Comuni hanno fatto per cercare di fermare le serrate. Magliano ha fatto un ricorso autonomo che verrà discusso fra una decina di giorni. Nel frattempo sperava di poter usufruire della sospensiva data agli altri Comuni. Così però non è stato e ieri, uno dei tre giorni di apertura dell’ufficio postale di Pereta, lo sportello è rimasto chiuso.
Gli abitanti sono pronti a lottare per far valere i loro diritti. «Sono anziana, ho avuto un ictus – dice con voce accorata Rosalinda Laurenti – ho a cuore il mio paese. La gente che lo abita ha bisogno delle poste, non può farne a meno. Come fanno d'ora in poi le persone che non hanno la macchina? Io voglio gestire i miei soldi come meglio credo, non voglio che altri decidano dove devo tenerli perché hanno visto bene di chiudere l’ufficio postale».
Un esempio di persona anziana come sono i più che vivono a Pereto e che avranno da questa chiusura il danno maggiore. «Queste sono esclusivamente delle scelte politiche e non funzionali – dice Antonio Bartolini, presidente della locale protezione civile – Questa di Poste è una scelta incomprensibile, si taglia un servizio essenziale colpendo la fascia più debole della popolazione, gli anziani. È la rottamazione di una generazione. La vita è fatta anche di relazioni interpersonali». Bartolini ricorda poi, fra le altre cose, come a Pereta l’affitto pagato da Poste italiane fosse irrisorio. «Non solo era poca cosa – dice l’uomo – ma il Comune era disposto anche a non farselo pagare più. Bastava che questo ufficio rimanesse aperto almeno una volta alla settimana».
A Bartolini fa eco Sergio Tollari. «Tolto l’ufficio non resta più nulla. Non tutti sono capaci di usare il computer e fare pagamenti on line. La maggior parte degli anziani hanno i figli lontani. Come faranno a spostarsi?».
Anziani dimenticati e non considerati da chi dovrebbe fornire un servizio essenziale. Questo il pensiero comune dei peretani e di Cinelli che accusa Poste di «scorrettezza per la mancanza di dialogo e di non rispetto verso i cittadini». Il sindaco ricorda a chi mette in dubbio le azioni messe in campo dalla sua amministrazione per difendere le poste che tutto ciò che ha fatto il Comune è documentato. Il sindaco e i peretani non si arrendono e nel frattempo aspettano che il tribunale si pronunci anche sul loro ricorso.
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