Sicurezza
Aggressioni al bar Giovani denunciati
Due episodi in meno di un mese in due locali a Porto Ercole Il racconto della vittima: «Dovrò tenere una placca per sempre»
PORTO ERCOLE. Aggressioni a Porto Ercole, scattano le denunce. Due atti di violenza in meno di un mese: il primo datato 6 agosto quando, in un bar sul lungomare del paese argentarino, il cameriere di sala del ristorante Alicina, il 39enne Alan Asaro, è stato colpito ad un occhio da un giovane residente a Roma. Il secondo avvenuto il 27 agosto scorso, con il barman di un’enoteca portoercolese malmenato da una banda di ragazzi della capitale sul molo adiacente al lungomare.
Le indagini dei carabinieri di Porto Ercole proseguono tra interrogatori e video ripresi dalle telecamere di sicurezza, ma sono state già sporte alcune denunce nei confronti degli aggressori identificati nel primo caso direttamente da Asaro con l’ausilio dei testimoni presenti, mentre nel secondo episodio si tratta di due ragazzi (ma forse erano tre i responsabili) già individuati dalle forze dell’ordine, con gli altri componenti del gruppo che stavano a guardare mentre il barman veniva aggredito. Proprio Asaro racconta per la prima volta la dinamica dell’aggressione che gli è costata una frattura maxillo-facciale e un mese di prognosi. «Poco prima delle 2 di notte del 6 agosto - racconta Asaro - alla chiusura del locale mi trovo al Barcollo con il mio titolare e altri due amici, quando veniamo distratti dal rumore di cocci in frantumi. Ci giriamo e troviamo un individuo in evidente stato alterato, che aveva appena distrutto una bottiglia su un tavolo. Il titolare del bar esce e fa presente che quelli non erano comportamenti consoni, così il gruppo di amici porta via il ragazzo (che non sapevo chi fosse fino alla successiva identificazione in presenza. Poi arrivano altre due coppie del nord che si siedono al tavolo, lui ritorna sempre alterato e inizia ad aggredirle verbalmente». Così gli animi si scaldano. «Uno dei due ragazzi del tavolo - prosegue Asaro - decide di alzarsi e fronteggiarlo mentre l’aggressore lo insultava, così io e un altro andiamo a cercare di sedare la lite. Gli amici del ragazzo riescono a portarlo via di nuovo, ma questo torna con una bottiglia in mano minacciando di spaccarla in faccia a qualcuno. A quel punto arriva un dipendente del Barrcollo per cercare di disarmarlo, mentre io mi avvicino cercando di farli calmare e il barista riesce a toglierli la bottiglia. Quando la situazione sembra tranquillizzarsi però, il romano prende e mi dà un cazzotto sull’occhio. Io sento il sangue che cola e a quel punto gli amici lo portano via, salgono su una Wolkswagen e scappano contromano in via Filippo II». A quel punto sono state chiamate le forze dell’ordine e il 118, con Asaro portato in seguito all’ospedale di Firenze dove è rimasto ricoverato per tre giorni. «Mi hanno messo una placca che rimarrà per sempre - spiega - mentre per il periodo della prognosi mi è stato vietato il contatto con il sole. Inoltre ho ancora emicrania e non sono neanche tornato a lavoro». «Sono rimasto mortificato - conclude Asaro - perché ho sempre portato la calma quando mi sono trovato in situazioni animate, non mi era mai successo di ricevere violenza sulla mia persona».
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