Sicurezza
«Accesso agli atti libero» Ritirata l’ordinanza
MASSA MARITTIMA. Massa Comune può tornare ad accedere agli atti amministrativi, senza alcuna limitazione. Si chiude con la nota inviata in Prefettura a Grosseto e in municipio dal ministero dell’Inter...
MASSA MARITTIMA. Massa Comune può tornare ad accedere agli atti amministrativi, senza alcuna limitazione. Si chiude con la nota inviata in Prefettura a Grosseto e in municipio dal ministero dell’Interno la vicenda che ha scaldato la primavera massetana, quando l’amministrazione decise di bloccare l’accesso ai documenti sugli scaffali del Comune ai membri dell’opposizione, “colpevoli” secondo il sindaco Marcello Giuntini e la sua giunta di pubblicare informazioni riservate di ex assessori e consiglieri. Una decisione che fece scoppiare le ire di Massa Comune, che scrisse direttamente a Roma.
Il parere ministeriale è arrivato nei giorni scorsi ed ha accolto in todo le lamentele del movimento civico, che ora può tornare a richiedere qualsiasi tipo di atto che la legge prevede per i consiglieri comunali. Il caso esplose quando sul sito ufficiale di Massa Comune comparirono dei post secondo cui alcuni ex amministratori (sindaci, assessori e consiglieri) non avevano ancora pagato per intero tasse degli anni precedenti, come la Tari e la Tarsu. Informazioni ottenute dalla civica, appunto, grazie alla facoltà di accesso agli atti.
La discussione che ne è seguita ha portato i diretti interessati a chiarire che quegli atti non erano aggiornati e di fatto la questione nel merito è finita lì, mentre sulla forma si aprì un momento davvero velenoso. L’amministrazione infatti, in quel caso per firma del vicesindaco Luana Tommi, emise un’ordinanza con cui vietata il rilascio di informazioni e documenti a Massa Comune, dato l’utilizzo strumentale (così lo definì la maggioranza di Massa Marittima) che quest’ultima ne faceva.
Un blocco che portò subito a delle conseguenze: sia l’amministrazione stessa che il movimento civico scrissero al prefetto per descrivere la vicenda (ognuno per suo punto di vista) e se l’ordinanza di divieto poteva ritenersi legittima. E dal canto suo, la Prefettura rigirò la questione al ministero dell’Interno, così da sciogliere ogni dubbio. La risposta a questa domanda è arrivata nei giorni scorsi, con tanto di lettera per imporre al Comune di ripristinare l’accesso.
L’ordinanza è stata così ritirata, ma come si legge nell’atto di revoca: «Prefettura e ministero richiamano ai doveri e alle responsabilità dei consiglieri riguardo al corretto uso delle informazioni e al divieto di azioni meramente ostruzionistiche che determineranno paralisi o aggravio all’attività degli uffici».
Insomma, l’amministrazione di Giuntini nel ritirare l’ordinanza ha rimarcato i richiami degli organi governativi, che in ogni caso hanno chiuso questa vicenda.
(a.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
