Il dolore
Verdi battuti al Consiglio di Stato
Insieme ad alcuni cittadini avevano cercato di impedire il taglio dei tigli
È una storia datata, di cui forse pochi a Massa Marittima si ricordano. Eppure ha rappresentato un aspro scontro politico e un argomento di dibattito durato più di un anno, tra chi voleva una strada del tutto nuova e funzionale a costo di cambiarne la faccia e chi invece non è indietreggiato di un millimetro per salvare quegli alberi che coprivano con la loro ombra il marciapiede.
La strada in questione è via Martiri della Niccioleta, il lungo rettilineo che sta a uno degli ingressi della città, e gli alberi sono i tigli abbattuti nel 2005 per permettere i lavori di ripristino. Piante per cui si creò un comitato spontaneo, che impugnò in tribunale il progetto di messa in sicurezza sulla via. Sono passati quasi dieci anni da allora e due gradi di giudizio, ma nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha scritto la parola fine su questa strada, facendo cadere il ricorso per la scadenza dei tempi.
Era il 10 maggio 2005 quando la giunta decise il rifacimento di via dei Martiri della Niccioleta: un pacchetto d’interventi da diverse decine di migliaia di euro, utili per allargare la carreggiata, mettere in sesto i marciapiedi, migliorare l’illuminazione. I Verdi subito si opposero con fermeza a questi lavori, dato che per il loro svolgimento sarebbe stato necessario tagliare dei tigli storici che adornavano la via. Il Comune comunque è andato avanti e ha dato il via al cantiere, mentre alcuni cittadini, in linea con il partito ecologista, hanno presentato un ricorso al Tar per impedire che quei tronchi venissero segati. La sentenza arriva l’anno dopo, nel 2006, e vede respinto il ricorso presentato per difetto di legittimità. Tradotto: i ricorrenti, ossia i cittadini, non hanno un interesse legittimo da difendere in questa controversia. Gli interessati però non mollano e così arriva l’appello in Consiglio di Stato e in prima battuta il tribunale romano s’interessa al caso e apre alle ragioni degli ecologisti, concedendo la sospensiva per fermare il progetto di rifacimento della strada. Una decisione che influirà poco o nulla sul corso degli eventi, dato che intanto i lavori erano terminati e via Martiri della Niccioleta aveva già cambiato pelle. Ma se ormai i tigli erano venuti giù, la causa promossa dai cittadini era ancora in piedi, dato che doveva essere discussa nel merito. Solo che da quel 2006 nessuno ha più prodotto memorie difensive: e in questo modo, sono scaduti i tempi per portare fino in fondo il ricorso, così da essere discusso precisamente nel merito. (a.f.)
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