Il Tirreno

Grosseto

Una canzone per Ramona tra note e denuncia

di Francesca Gori
Una canzone per Ramona tra note e denuncia

Il cantautore Marco Chiavistrelli l’ha presentata con la Casa del vento «Non la conoscevo, l’ho scritta perché questa storia ha troppi punti oscuri»

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FOLLONICA. Ramona è morta in carcere. In una cella del don Bosco di Pisa dove era stata rinchiusa poco prima. In cella aveva festeggiato il suo compleanno. E la storia di Ramona, a distanza di poche settimane dalla sua morte, è diventata una canzone che come titolo porta proprio il suo nome. A scriverla è stato Marco Chiavistrelli, cantautore di Terricciola che ha fatto del sociale e della denuncia una propria e vera bandiera di note. Dalle prime apparizioni ai concerti di francesco De Gregori, Franco Battiato, Edoardo Bennato o Francesco Guccini fino alla pubblicazione di interi album e all’impegno con le varie associazioni italiane, quelle che si occupano di morti sul lavoro, quelle che si battono per la ricerca della verità, quelle che tendono una mano ai profughi e ai migranti, quelle che stanno dalla parte degli ultimi.

Ramona è morta in carcere mentre Marco era in vacanza a Follonica. E quelle parole che sono una poesia in musica, lui le ha pronunciate la prima volta al microfono del Tangram, durante il concerto con la Casa del vento.

«Sono stati i familiari di Ramona a contattarmi e a raccontarmi la storia di questa ragazza - dice Chiavistrelli - una storia che non deve morire così come è morta lei. Nel silenzio, senza che nessuno si rendesse conto di quello che stava accadendo in quella cella».

Marco ha imbracciato la chitarra e ha cantato quella poesia in musica con la Casa del vento al Tangram. Metà del pubblico piangeva, nonostante fosse composto da tanti turisti che non sapevano nulla della morte della ventisettenne. E le lacrime sono scese ancora, quando Marco ha intonato quella sua canzone al funerale della ragazza prima, al cimitero poi. «Qualcuno avrà pensato che io e Ramona eravamo amici - dice - ma non la conoscevo. Ho saputo di lei e mi sono fatto raccontare tutta questa storia dai suoi familiari. Lo avevo già fatto per Carlo Giuliano, per Marcello Lonzi. Ragazzi morti in circostanze che non sono mai state del tutto chiarite, probabilmente per coprire altre responsabilità». Chiavistrelli ha cominciato a suonare nei primi anni ’70. Quando soffiava ancora il vento del ’68, del movimento studentesco. E la musica e l’impegno civile hanno accompagnato tutta la sua carriera e la sua lotta personale: quella contro la geotermia e l’Enel, vinta con il pensionamento e con il riconoscimento della malattia professionale. Ora quest’ultima canzone, parole e note per far sì che Ramona non muoia ancora una volta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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