Finanza
Un mini appartamento sul balcone
Abusi edilizi, il Tar dà ragione al Comune. Cucina e bagno realizzati in dodici metri quadrati
FOLLONICA. Il Tar dà ragione al Comune, l'abuso edilizio c'è e va eliminato. Un casa ricavata da una piccola stanza e un balcone condonato, trasformato in un bagno, manca però l'autorizzazione dell'amministrazione comunale che quando se ne accorge ordina alle proprietarie di ripristinare le condizioni originarie dell'immobile. L'atto finisce di fronte ai giudici fiorentini che confermano quanto deciso dal municipio e respingono il ricorso promosso dalle due follonichesi.
L'appartamento in questione si trova in via Paganini numero 18, nel quartiere Zona Nuova: una delle due proprietarie aveva acquistato un appartamento in quella palazzina con il marito quasi 50 anni fa; con l'alloggio il vecchio padrone aveva venduto loro anche una stanza di 12 metri quadrati al piano superiore, locale dotato di balcone. La famiglia poi ha venduto la casa tenendo però quella camera il cui terrazzo era stato chiuso grazie a un condono comunale. Fin qui nulla di strano se non che, grazie a delle verifiche, l'amministrazione ha scoperto che in quel piccolo immobile era stato ricavato un vero e proprio alloggio. Nel terrazzo di due metri era stato costruito un bagno e nell'altro locale pure uno spazio per la cottura dei cibi.
Una volta scoperto l'abuso il Comune ha provveduto a maggio di quest'anno a notificare alle follonichesi un'ordinanza con la quale si intimava loro di: «procedere alla cessazione dell'utilizzo ai fini abitativi dell'unità immobiliare di 12 metri quadrati circa, al piano primo del fabbricato condominiale di via Paganini 18» e di rimuovere «il bagno realizzato nella veranda condonata di due metri quadrati circa ed il ripristino dell'uso legittimo» nonché «di disattivare e rimuovere la bombola del gas gpl ad uso cucina e gli elementi rilevati della zona cottura». Le due proprietarie hanno presentato ricorso al Tar di Firenze per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia dell'ordinanza dirigenziale: il tribunale ha però confermato la tesi del Comune, perché alla richiesta delle follonichesi manca un giusto presupposto, dalla documentazione depositata infatti si evince che vi è stato un frazionamento di appartamenti non autorizzato dall’amministrazione. Un caso molto particolare quello di via Paganini 18. Non sono molti gli abusi edilizi di questo tipo riscontrati dal Comune: mentre anni fa sono servite azioni di controllo e sanzioni per bloccare la realizzazione di appartamenti in immobili non autorizzati come nei capannoni della zona industriale o nei quartieri turistici, adesso i follonichesi pare abbiano imparato a rispettare le regole.
Paola Villani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
