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Grosseto

Il maglione è in falsa lana? Ecco cosa fare

Il maglione è in falsa lana? Ecco cosa fare

Successo del workshop di Confartigianato che ieri ha mandato i negozianti a lezione di etichettatura

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GROSSETO. C’è qualcosa che puoi fare per tutelare i tuoi acquisiti ed evitare di portarti a casa paccottiglia: dagli abiti alle calzature, agli articoli di pelletteria. Se stai facendo shopping e ti capita tra le mani un pantalone o una camicia senza l’etichetta che illustra di quali fibre il capo è composto (oltreché in quali percentuali), sappi che quella merce non dovrebbe essere neppure in vendita. Se vuoi difendere (ed esercitare) il tuo diritto di acquisto di capi tessili nella norma, puoi fare una segnalazione. A chi? Alla Camera di Commercio che in questo campo è un’autorità. Puoi telefonare al numero 0564-430111 e chiedere di parlare con il servizio “vigilanza prodotti”.

Si parla tanto del rispetto delle norme sulla conservazione e il confezionamento dei prodotti alimentari, mentre in pochi sanno che anche per quelli tessili e le calzature ci sono regole precise sull’etichettatura che accompagna il capo. Il cartellino deve esserci sempre, è obbligatorio che sia scritto in italiano, che non abbia abbreviazioni, che dettagli in ordine decrescente in quali percentuali è presente ogni fibra che compone il capo. Se questo Abc non è rispettato, la colpa è (anche) del negoziante, anche se è stato gabbato da un fornitore senza scrupoli: la legge non ammette ignoranza e le sanzioni per chi vende merce con cartellini non a norma sono pesanti; da qualche centinaia di euro a qualche migliaia; (fino a 5.164 euro) oltre alla sanzione limite di 50.000 euro se si sconfina nella contraffazione vera e propria.

Di come mettersi in regola e difendersi da produttori e fornitori truffaldini si è parlato ieri ad un workshop organizzato da Confcommercio Grosseto e Federazione Moda Italia, patrocinato dalla Camera di Commercio; presenti: il presidente di Ascom Grosseto Carla Palmieri; Massimo Torti, segretario nazionale Federmoda; Alessandro Gennari, segretario generale della Camera di commercio. Non pochi sono stati i commercianti che ieri sono andati a lezione di etichettatura. Del resto i controlli anche in Maremma vengono fatti. A random, come nel resto del Belpaese. In media si riscontra il 10% di incongruenze (dato Italia). È bene essere preparati, anche se per il momento l’obiettivo della Camera di Commercio – che condivide la competenza dei controlli insieme a agenzia delle Dogane, guardia di finanza e polizia locale – è più informativo che punitivo-sanzionatorio (a meno che non ci sia recidiva). Ai commercianti che hanno partecipato al workshop è stato consegnato un kit di pronto-uso per tutelarsi da produttori e fornitori che lavorano in barba alle regole (tra cui timbro e vademecum di Federmoda). Per chi volesse scaricare la guida ad hoc: vigilanzamercato.unioncamere.it . (g.m.)

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