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E' morta Laura Perna, l'angelo dei piccoli del Congo

Gabriele Baldanzi
E' morta Laura Perna, l'angelo dei piccoli del Congo

Aveva fondato l'ospedale pediatrico di Kimbondo

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GROSSETO. Era un simbolo della Grosseto migliore. E’ morta in Congo, ieri sera, la dottoressa Laura Perna, 96 anni, fondatrice dell’ospedale pediatrico di Kimbondo, struttura che da quasi 30 anni, nel cuore dell’Africa, strappa i bambini malati a un destino di morte. Ha chiuso gli occhi per l’ultima volta là dove aveva sempre desiderato stare, in mezzo ai suoi piccoli, agli ultimi. Al suo fianco Padre Hugo Rios, l’uomo che da tempo ne ha raccolto il testimone. Verrà sepolta in Africa, come da precise volontà.

Nello Zaire la Perna ha lavorato, dopo il pensionamento, come medico responsabile di un ospedale pediatrico rurale, poco distante dalla capitale Kinshasa: inizialmente un centinaio di letti (poi molti di più), un servizio per le urgenze e per le visite ambulatoriali. Era questo il suo sogno nel cassetto. E l’aveva realizzato.

In una testimonianza inviata al Lions di Grosseto la stessa Perna raccontava come era scaturita questa scintilla di altruismo. Un sogno cominciato tanto tempo fa. “Mi laureai in lettere in tempo di guerra e guardandomi intorno mi resi conto di quanto in realtà le persone avessero bisogno di essere curate. Non fu facile dire a mio padre che volevo assolutamente proseguire gli studi. E iscrivermi a medicina. Nella mia famiglia si respirava un clima ancora molto rigido. Le donne dovevano fare le mogli e le madri, non le ricercatrici. Ma questa è stata anche la mia grande fortuna: infatti, ho imparato molto presto ad essere testarda e determinata e a lottare per i miei obbiettivi. E così’, nel 1951, mi sono laureata in medicina all’Universita’ di Roma. Su 700 allievi solo 40 erano donne. Sarei voluta partire subito per l’Africa ma ho dovuto aspettare più di trent’anni. Solo a 65 anni, una volta pensionata, dopo aver accettato la vita ospedaliera, ritmi e i ruoli, decisi di partire per il Terzo Mondo, perché le mie motivazioni  anziché affievolirsi si erano invece rafforzate”.

La Perna ha curato i bambini prima in Uganda e poi in Congo, diventata di fatto la sua terra. Con 60 milioni di vecchie lire aprì nel 1991, in concomitanza con la rivolta e il ladrocinio dei militari, un ospedale e un centro nutrizionale per i bambini dei 23 villaggi che circondavano allora la citta’ di Kinshasa. Un ospedale che è diventata la sua casa e la sua famiglia, dove Laura ha lavorato senza orari, con l’unico limite della stanchezza, in un rapporto di collaborazione molto stretto e intenso con i nativi.

In queste strutture Laura Perna aveva investito tutto ciò che aveva, aiutata spesso dalla generosità dei grossetani. Insomma una donna straordinaria, il cui lavoro proseguirà grazie a padre Hugo Rios e a quanti ha saputo tramandare la sua straordinaria generosità.

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