Italia
Apertura inceneritore Oggi è il giorno della verità
A Firenze l’ultima seduta della conferenza dei servizi per decidere sulla riaccensione Lavoratori con il fiato sospeso così come gli ambientalisti e i Comuni che si sono opposti
SCARLINO. Da oggi la Regione Toscana traccerà un pezzo di futuro di Follonica e Scarlino.
A Firenze si riunisce l’ultima seduta della conferenza dei servizi chiamata ad esprimersi sul rilascio di nuove autorizzazioni all’inceneritore di Scarlino, chiamata a decidere sull’esito del procedimento. Due gli scenari possibili: la riaccensione dei forni (la terza negli ultimi sei anni), con il ritorno al lavoro dei sessanta dipendenti della Scarlino Energia (oltre alla ripresa dell’indotto) accompagnato da una lista di prescrizioni che andranno ad accompagnare il rilascio di Via (valutazione d’impatto ambientale) e Aia (autorizzazione integrata ambientale), date le lacune mostrate dal progetto della società e segnalate non solo nelle osservazioni dei contrari, ma anche dagli organi di controllo.
Viceversa, i tecnici della conferenza decideranno di tener spenti i forni, dando il via a una fase nuova: perché se da una parte i Comuni di Follonica e Scarlino festeggeranno insieme ai comitati, dall’altra arriverà il momento di pensare al destino degli operai dell’inceneritore, attraverso reinserimenti in sistemi alternativi di smaltimento dei rifiuti.
Questa, almeno, è la posizione che si trova nei proclami della politica. Attenzione però: oggi non arriverà nessun verdetto. Oggi si chiuderanno le procedure per il rilascio della Via ed eventualmente, se arriverà l’ok dalla conferenza dei servizi, si potrà procedere alla discussione dell’Aia. E se arriverà il benestare da parte degli organi di controllo anche per questa seconda procedura, non è detto che il rilascio delle nuove autorizzazioni sarà immediato: a volte possono passare anche dei giorni. Insomma, sia il fronte del Sì che quello del No dovranno attendere prima di sapere cosa accadrà nel prossimo futuro.
Due posizioni opposte, quelle dei due fronti, che contano tra le proprie fila soggetti diversi. Per il fronte del Sì ci sono i lavoratori e i sindacati, ormai impegnati da gennaio per mantenere attivi gli ammortizzatori sociali così da lasciare un barlume di speranza a un centinaio di famiglie, ossia da quando il Consiglio di Stato ha annullato le ultime autorizzazioni all’impianto. Operai e sigle sindacali comunque sembrano fiduciose, forti di quei pareri di Asl e Arpat presentati durante l’inchiesta pubblica, in cui, seppur ammettendo di on poter avere un quadro ben definito della situazione, si è detto che l’inceneritore non porterà a nuovi problemi, né ambientali né per la salute umana. Sull’altra sponda, a sostenere il No c’è tutto il panorama politico e amministrativo di Follonica e Scarlino, gli ambientalisti, le associazioni di categoria e singoli cittadini, convinti (come hanno scritto nelle proprie osservazioni al progetto) che in caso di ripartenza problemi ci saranno eccome, sia sul piano ambientale che su quello legato alla salute umana.
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