Il dolore
Un ferito nell’elicottero che cade a Montecristo
Il mezzo della Forestale trasportava materiale per la videosorveglianza Motore in avaria, pilota costretto all’atterraggio su un costone roccioso
MONTECRISTO. Un agente della Forestale è rimasto ferito nell’elicottero su cui era a bordo con altri due colleghi, precipitato sull’isola di Montecristo per una probabile avaria.
L’uomo è ora ricoverato con la frattura delle gambe all’ospedale Le scotte di Siena, ma solo la perizia del comandante, il follonichese Simone Bottai, ha evitato un bilancio molto più grave.
Bottai infatti, secondo una prima ricostruzione accreditata dal corpo Forestale, accortosi dei problemi al motore, ha tentato un atterraggio di fortuna a 20 metri dal mare su un costone roccioso dell’isola, a nord di Cala Maestra, nei pressi di Cala del Prete. Nella manovra l’elicottero è finito su uno scoglio piatto e la coda si è spezzata. La caduta del mezzo, in quel tratto scosceso, è stata frenata da un masso.
Praticamente illesi Bottai e un agente della Forestale, mentre il motorista è rimasto incastrato nel velivolo, ed è stato liberato solo più tardi dagli uomini di Pegaso, intervenuti rapidamente sul posto. Per lui oltre ad alcune ferite superficiali, la frattura delle gambe.
L’incidente è accaduto intorno alle 12,30: l’elicottero, un Ab 412 bimotore, era decollato dall’aeroporto di Roma Urbe e stava trasportando materiale a Montecristo dove già si trovava un gruppo di uomini del Corpo forestale che d’estate si occupano sull’isola di antincendio e antibracconaggio. La spedizione riguardava alcune attrezzature destinate al monitoraggio ambientale, in particolare telecamere per la videosorveglianza dell’isola.
Secondo le informazioni diffuse dal corpo Forestale, al momento dell’avaria a bordo dell’elicottero erano rimasti tre membri dell’equipaggio, mentre un quarto era già a terra, dopo essersi lanciato a pochi metri dal suolo, per provare a coordinare da terra la manovra d’emergenza. Bottai, nonostante le difficoltà dovute al guasto al motore, è riuscito nel modo più dolce ad avvicinarsi a terra, quindi a pochi metri dal costone l’elicottero è caduto di pancia schiantandosi al suolo per poi rovesciarsi su un fianco.
Mentre accorrevano da terra i colleghi già sull’isola per la propria missione, è stato dato l’allarme, col 118 che ha subito allertato Pegaso. Nell’incertezza del momento rispetto alla gravità dell’incidente, l’ispettorato generale della Forestale intanto disponeva l’invio sul luogo dell’incidente di un altro elicottero, mentre la capitaneria di Portoferraio spediva due motovedette a Montecristo, dirottando poi alcune imbarcazioni civili che si trovavano a passare non lontano dall’isola, nell’eventualità di averne bisogno per i soccorsi.
Alla fine è bastato l’intervento degli uomini di Pegaso, che usando i verricelli, con la consueta abilità sono riusciti a prendere a bordo il ferito trasportandolo all’ospedale di Siena.
Sull’episodio si è registrata anche una coda polemica, collegata al progetto del governo di far confluire il corpo forestale nei vigili del fuoco: «Tutta l’Unione generale lavoratori – si legge in una nota del segretario generale dell’Ugl-corpo forestale, Danilo Scipio – si stringe attorno all’equipaggio dell’elicottero precipitato sull’isola di Montecristo, in particolar modo al collega motorista rimasto gravemente ferito. Ma al di là delle dinamiche, ancora tutte da chiarire – prosegue Scipio – è sintomatico il fatto che si sia verificato un incidente di volo proprio nel momento in cui scelte politiche sbagliate hanno minato la tranquillità del personale aeronavigante del Corpo. Gli elicotteristi del Cfs, per colpa dell’accoppiata Renzi-Madia e del loro assurdo progetto di riorganizzazione-riduzione delle forze di polizia, rischiano di uscire dal comparto sicurezza per confluire, contro la loro volontà, nei vigili del fuoco, con enormi danni economici e professionali».
«Il premier – conclude il segretario dell’Ugl-corpo forestale – sostiene che forze di polizia sono troppe. Ma troppe rispetto a che cosa? Non certo rispetto alle esigenze di un Paese con un tasso altissimo di evasione fiscale e di deturpazione del territorio che reclamerebbero a gran voce il potenziamento della guardia di finanza e del corpo forestale dello Stato e non il loro assorbimento per mettere loro guinzaglio e museruola».
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