La manifestazione
Time City apre tra le polemiche
In centinaia all’inaugurazione, ma partono raccolta firme e interrogazione
ALBINIA. L’ex Bella Bimba riapre i battenti e già c'è chi raccoglie le firme per farla chiudere. Il Time city Bella Bimba ha spalancato le porte al grande pubblico il 3 settembre. Un’inaugurazione che ha riportato alla vita uno dei locali più in voga alla fine degli anni ’80.
Adesso il Time city non è più una discoteca ma una struttura multi servizi nella quale si spazia dal gioco alle scommesse e si può anche mangiare, assistere agli spettacoli, vedere mostre di quadri e presentazioni di libri. In realtà una sorta di continuità col passato il locale ce l’ha. Uno dei protagonisti del Bella Bimba, dove all’epoca faceva il dj, è anche il direttore artistico del nuovo locale, Manolo Fossati. Ed è stato proprio Manolo a dare il via alla cerimonia di apertura con un suo spettacolo nel quale ha presentato il suo disco e ha riportato tutti al passato facendo ascoltare alcuni grandi successi degli anni ’80 e ’90. Uno spettacolo con giocolieri, acrobati e mangiatrici di fuoco. Musica, un ricco buffet, una mostra di quadri e vascelli, e la presentazione di un libro.
Una serata che ha contato centinaia di persone ma che è stata accompagnata dalle polemiche sia prima che l’ex discoteca aprisse i battenti sia poche ore dopo averle aperte.
Così Antonio Santoro, professore orbetellano e cinefilo, dopo l’inaugurazione ha invitato i cittadini a una raccolta firme per far chiudere quello che lui definisce un “mega casinò” puntando l’accento sul problema “sociale” dovuto alla ludopatia. Manolo Fossati su questo punto è categorico. «Il Time city è un locale in cui il gioco è solo uno degli intrattenimenti. Abbiamo tutte le autorizzazioni che ci consentono di tenere aperta l’attività».
La riapertura ha scomodato però anche la politica. Due consiglieri comunali di Orbetello, uno di opposizione (Gruppo misto) e uno di maggioranza, Walter de Santis e Alessandro Ragusa, hanno presentato un’interrogazione a risposta scritta al sindaco Monica Paffetti sulla concessione delle autorizzazioni per l’apertura della struttura. Tutto si giocherebbe intorno alle distanze del locale dalle strutture sensibili. Ed è su come sono state calcolate queste distanze che i due consiglieri chiedono chiarimenti al sindaco che avrebbe firmato la risposta da inviare alla Questura per le autorizzazioni.
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