La manifestazione
«Ex ospedale, intervento non a norma»
Luigi Colomba (Buongoverno) punta il dito sul Comune: la demolizione non sarebbe in linea coi dettami urbanistici
GROSSETO. Riflettori di nuovo accesi sull’ex ospedale di via Saffi a Grosseto sul quale interviene Luigi Colomba, capogruppo di Buongoverno Socialdemocrazia.
Colomba entra nel merito delle ultime polemiche sull’abbattimento di parte della vecchia struttura fatiscente e, dopo la risposta del sindaco Emilio Bonifazi, spiega «che l’intervento effettuato non ha rispettato le prescrizioni della scheda del regolamento urbanistico recentemente approvato dal consiglio comunale, non essendo stato fatto un progetto unitario per la realizzazione di una struttura di interesse pubblico e per servizi di interesse generali. Inoltre - puntualizza - non sono state rispettate le prescrizioni del Codice dei beni culturali».
L’edificio, continua Colomba, «riveste un riconoscibile carattere storico testimoniale da salvaguardare mediante interventi di recupero e riqualificazione con destinazioni di interesse sociale. L’intervento persegue l’obiettivo generale di recupero del contesto urbano e realizzazione di una struttura di interesse pubblico, attraverso la riorganizzazione e la ridefinizione degli assetti insediativi». In particolare si punta al recupero del fabbricato esistente «per servizi di interesse generale».
Dunque la demolizione, seppur ammessa dalla classe dell'edificio, «non è ammissibile per la totalità del fabbricato (la classificazione è una norma generale mentre la scheda è una norma specifica)».
Oltre a questo la scheda di regolamento urbanistico prescrive, prosegue il capogruppo, che «tutti gli interventi sono soggetti a un intervento diretto con progetto unitario».
Per quanto riguarda la tutela storico-paesaggistica «l’edificio non è vincolato con uno specifico decreto né è ricompreso nei beni vincolati ex lege. Tuttavia in base all’articolo 10 comma 5 del Codice dei beni culturali è sottoposto alla tutela se costruito più di 70 anni fa. In questo caso ogni intervento è soggetto all’autorizzazione ai sensi dell’articolo 22 del Codice. Gli interventi urgenti possono essere realizzati ai sensi dell’articolo 27 del Dlgs 42/2004 che prescrive che “possono essere effettuati gli interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato, purché ne sia data immediata comunicazione alla Soprintendenza alla quale sono tempestivamente inviati i progetti degli interventi definitivi per la necessaria autorizzazione”. Lascio immaginare - conclude il capogruppo - cosa sarebbe successo se l’abbattimento l’avesse fatto un cittadino o un imprenditore grossetano per un suo edificio nelle stesse condizioni del vecchio ospedale: come minimo avrebbe subito il sequestro del cantiere oltre a pesanti sanzioni. L’ente pubblico dovrebbe sempre dare l’esempio nel rispettare rigorosamente le regole e non calpestarle operando scelte arroganti che contrastano con quanto ha deciso il consiglio comunale e con quanto stabilisce la legge».
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