Il Tirreno

Grosseto

«Vogliamo giustizia» La disperazione degli amici di Ramona

di Michele Nannini
«Vogliamo giustizia» La disperazione degli amici di Ramona

In tanti sono andati a salutare la ragazza morta in carcere Oggi nella città del golfo l’addio alla ventisettenne

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FOLLONICA. Si terranno oggi pomeriggio a partire dalle 16,30 i funerali di Ramona Cortese, la follonichese trovata morta il 14 agosto nella sua cella del carcere Don Bosco di Pisa.

Il feretro della ragazza è arrivato ieri in tarda mattinata nella casa della famiglia in via Roma 114 all'interno del complesso ex Ilva dove è stata allestita la camera ardente, trasferito dall'impresa funebre Follonica dall'istituto di medicina legale di Pisa dove si trovava in attesa del via libera per i funerali da parte del magistrato.

Il via vai in quella casa che si affaccia sul nucleo storico della città leopoldina è iniziato presto, in tanti hanno voluto portare in silenzio e con la massima dignità l'ultimo saluto alla giovane follonichese per la quale amici e familiari non smetteranno di lottare tanto facilmente.

La bara bianca è circondata dalle immagini di una Ramona felice, così come la vogliono ricordare tutti coloro che sommessamente salgono le scale di quel vecchio edificio. «Il dolore è enorme – spiega Nicola Venturi, uno dei migliori amici di Ramona, l'unico che ha la voglia e la forza di parlare – c'è tanta sete di giustizia, vogliamo scoprire la verità perché tante cose continuano a non tornarci. Le foto che ho visto di Ramona prima che venisse effettuata l'autopsia non concordano con l'ipotesi di morte per asfissia da strangolamento che è stata avanzata; anche i segni sul corpo, soprattutto sulla schiena, rappresentano indizi molto strani. Inoltre tante altre cose non ci sembra siano andate nel verso giusto, come l'organizzazione della vita all'interno del carcere: com’è possibile che per un'ora o anche di più nessuno l'abbia vista o abbia notato nulla? Ramona inoltre non era il tipo che si potesse suicidare, non aveva mai espresso questa volontà, anzi: voleva uscire il prima possibile e ottenere giustizia in merito alle accuse che l'avevano portata in carcere. Non era un tipo che mollava facilmente. Adesso vogliamo solo ricordarla, poi continueremo a concentrarci sulla nostra battaglia per conoscere la verità sulla sua morte».

A fianco della raccolta fondi aperta in memoria di Ramona quattro fogli raccontano una storia, scritta di getto da Nicola; parole a tratti anche forti, ricordi non sempre felici ma profondi e sinceri di un'amicizia durata 12 anni.

Amava l'India, Ramona; avrebbe voluto vederla e toccare con mano quella realtà così lontana. Non ci è riuscita, il suo viaggio si è interrotto a 27 anni in una cella del carcere Don Bosco di Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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