Il Tirreno

Grosseto

Canoni d’affitto non riscossi: il Comune bussa a Camilli

Francesca Gori
Canoni d’affitto non riscossi: il Comune bussa a Camilli

Va avanti il contenzioso tra l’amministrazione e l’ex società del Grifone. Mancano all’appello più di 42.000 euro

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GROSSETO. I conti non tornano. Non quelli che riguardano la convenzione stipulata tra la società U.S. Grosseto Fc e il Comune che pochi giorni fa ha deciso di passare all’incasso attraverso un’azione monitoria nei confronti degli ex gestori dello Zecchini.

Dopo la vicenda delle telecamere che sono state portate via dallo stadio e che il Comune ora rivuole indietro, la Corte dei Conti ha avviato una verifica sulle convenzioni che le amministrazioni pubbliche hanno stipulato con le società sportive. «Una verifica che riguarda quasi tutti i Comuni - spiega il sindaco Emilio Bonifazi - e che è stata avviata anche per la convenzione con il Grosseto». L’azione monitoria che la giunta di Bonifazi ha deliberato il primo settembre serve a chiedere il pagamento dei canoni per l’utilizzazione dello stadio, del Palazzoli e della sede della società di piazza Azzurri d’Italia. All’appello mancherebbero, calcolatrice alla mano, 42.250,06 euro, soldi che la vecchia società avrebbe dovuto versare alla scadenza del contratto ma che ancora non sono arrivati.

Nella convenzione infatti, era stato stabilito che il Grosseto avrebbe pagato un canone di 15.125 euro all’anno per lo stadio e per il Palazzoli oltre a seimila euro per la sede della società. Gli unici due versamenti che sono arrivati in Comune nel triennio 2012-2015, fino a quando non è stata annullata la convenzione, sono stati di 7.041,64 euro e 10.562,50 euro.

È la terza delibera che la giunta comunale approva per mettere una pietra sul passato del Grifone firmato Piero Camilli.

Le otto telecamere dello Zecchini che erano state acquistate e installate dentro lo stadio per permettere la presenza dei tifosi sugli spalti dall’ex patron sono state portate via da Camilli. Insieme alla scheda dell’impianto di sicurezza dello Zecchini. Materiale, ha spiegato più volte Camilli, che era stato acquistato da lui. Ma che, secondo l’amministrazione, doveva restare a Grosseto perché la vecchia società non aveva fatto la manutenzione necessaria alle attrezzature fornite direttamente dall’amministrazione e che erano state sostituite.

Se all’inizio la giunta ha deciso di presentare una denuncia per furto in procura, denuncia che è stata sporta contro ignoti, per sistemare poi la faccenda dell’impianto di videosorveglianza l’amministrazione guidata da Bonifazi ha scelto un’altra via: quella dell’accertamento tecnico da parte di un consulente del tribunale incaricato dal presidente Giovanni Puliatti. Una scelta questa che serve proprio per evitare una causa giudiziaria nei confronti dell’U.S.Grosseto.

 

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