Il Tirreno

Grosseto

Abiti e scarpe patacca, occhio alle multe

di Giovanna Mezzana

Controlli in tutta la Maremma sulle etichette di abbigliamento e calzature. Ecco un vademecum per mettersi in regola

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Commercianti, occhio alle etichette della merce che vendete. Se non sono fatte a regola d’arte, rischiate di essere multati. Pesantemente. Si va da sanzioni di poche centinaia di euro fino a qualche migliaia: oltre 5.000 euro. Se si entra poi nel campo minato della contraffazione di articoli in cuoio o in pelle, il salasso sanzionatorio varia da 10.000 euro a 50.000 euro. Sappiate inoltre che in tutta la provincia di Grosseto sono in corso controlli: da parte del personale dell’ufficio metrico della Camera di Commercio e della polizia municipale, ma hanno competenza in proposito anche guardia di finanza, e agenzia delle dogane per i prodotti importati. Non vi rimane che verificare se siete in regola. C’è un aiuto: il workshop di Ascom Confcommercio e Federmoda; l’appuntamento è per lunedì, alle 9.30, alla sede della Banca della Maremma.

L’obbligo. Si parla sempre di norme stringenti per chi “maneggia” alimenti, ma le regole sono ferree anche per chi vende abbigliamento, pelletteria e scarpe, produzioni tipicamente toscane. E visto che la Toscana è una delle regioni del Belpaese a più alto tasso di produzioni manifatturiere di qualità nel settore della moda non c’è giustificazione alle patacche che a volte si trovano non solo sulle bancarelle ma anche nei negozi. La legge non ammette ignoranza: voi commercianti dovete controllare. Ogni prodotto tessile deve avere un’etichetta corretta: questo obbligo scatta nel momento in cui la merce viene proposta al pubblico, quindi ricade sul dettagliante l’onere di vendere il prodotto in regola con le norme per l’etichettatura.

Le sanzioni. Maglioncino venduto come di cashmere e poi non lo è? Si rischia una multa da 1.032 euro fino a 5.164 euro; paga il venditore e il produttore/fornitore. Pantalone senza etichetta, oppure senza l’indicazione delle fibre in percentuale o con oscure abbreviazioni? La multa oscilla da un minimo di 103 euro ad un massimo di 3.098 euro; paga il venditore. Se poi si vendono giacche, cinture, borse... spacciandole per articoli in cuoio, pelle o pelliccia e non lo sono, è un salasso: da 10.000 euro a 50.000 euro la “punizione” con sequestro amministrativo della merce. Anche le calzature devono avere l’etichetta in cui sono indicati i materiali con cui sono state fabbricate.

Tre consigli. È Federazione Moda Italia di Confcommercio a dire ai commercianti come possono tutelare il loro portafoglio e il diritto dell’acquirente a comprare merce “in regola”. Primo: verificare che l’etichetta che illustra la composizione delle fibre tessili sia scritta in lingua italiana. Secondo: che sia riportato il nome per esteso (non sono ammesse sigle o abbreviazioni) delle fibre tessili che compongono il prodotto: ad esempio è corretto, 98% cotone, 2% elasten. Terzo: verificare che sia indicata la ragione sociale o il marchio registrato dell’azienda che ha immesso il prodotto sul mercato; deve figurare poi la sede legale del produttore o dell’importatore.

Il kit di pronto-uso. Lunedì Confcommercio organizza un workshop per illustrare gli obblighi normativi ma anche per insegnare ai commercianti come difendersi da fornitori senza scrupoli. Ai partecipanti – l’appuntamento è aperto a tutti ed è gratuito – verrà consegnato un kit “Sos etichettatura” che contiene un timbro, un vademecum, prestampati da utilizzare..., tutta l’ “armatura” per documentarsi sulla norma e tutelarsi dalle aziende fornitrici poco serie.

Gli esperti. L'incontro si apre con i saluti di Riccardo Breda, presidente della Camera di Commercio grossetana; l’apertura dei lavori è affidata a Carla Palmieri, presidente di Ascom Confcommercio Grosseto. Ecco gli esperti che intervengono: Massimo Torti, segretario nazionale Federmoda; Mariangela Germano, area regolazione del mercato, concorrenza e politiche di genere Unioncamere; Marco Festelli, presidente Confconsumatori Toscana e Donella Bellucci, Federmoda Grosseto. Per iscriversi al workshop è sufficiente scrivere una e-mail a sindacale@confcommerciogrosseto.it oppure telefonare al numero 0564- 470211.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa