Il dolore
Taglio alle poste, i talamonesi scendono in piazza
Gli abitanti protestano con un'occupazione pacifica dell'ufficio: "Siamo stufi di abusi e inadempienze"
TALAMONE. "Siamo stufi di abusi e inadempienze". Gli abitanti di Talamone tornano a protestare contro la chiusura del loro ufficio postale. Stanchi, delusi e arrabbiati, nella mattina di venerdì 4 settembre hanno gridato tutta la loro rabbia contro la decisione di Poste italiane. Il giorno della chiusura dovrebbe essere il 7 settembre.
I talamonesi non ci stanno perché questa chiusura sarebbe l'ennesima tegola che cadrebbe su un paese in cui non c'è piu nemmeno il dottore. "Se ci tolgono anche l'ufficio postale questo paese muore", è il coro unamime degli abitanti del borgo che, combattivi, hanno imbracciato i cartelli e invaso pacificamente l'ufficio postale.
Si aspetta con ansia la decisione del Tar che ancora non si è pronunciato. Una sospensiva permetterebbe una concertazione migliore e darebbe la possibilità di riuscire a dialogare con Poste italiane per avere lo spiraglio di scongiurare la chiusura. Una decisione attesa, una sorta di ultima speranza.
La manifestazione è stata promossa dal Movimento Possibile di concerto con la popolazione.
Antonio Cagnacci, del Movimento, non capisce come mai non sia possibile far rispettare il decreto Gentiloni che prevede che nelle zone turistiche gli uffici postali non vengano né chiusi né abbiano riduzioni di orario.
Anche Marcello Stoppa, vicesindaco di Orbetello, era presente. "Non dobbiamo abbassare la guardia e lottare per la salvaguardia di certi servizi essenziali". Ai manifestanti locali si sono affiancati alcuni turisti perché se Talamone in inverno conta poche centinaia di anime per gli altri 6 mesi dell'anno le anime diventano migliaia.
I talamonesi non si arrendono, lottano per il loro ufficio gridando vergogna e invitando Poste italiane a tornare sulle loro posizioni. Presenti anche Walter Martellini, assessore al patrimonio e talamonese, e Claudio Renzetti della Cgil, e Roberto Berardi in rappresentanza dell'opposizione consiliare.
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