Finanza
Il tesoretto del Demanio torna a casa
Il palazzo dell’ex Intendenza di Grosseto e la piazzetta spagnola dei pescatori di Orbetello diventano proprietà dei Comuni
GROSSETO. Pinete e terreni agricoli, cantieri navali ed ex depositi, bastioni, palazzi e residenze storiche sono parte del tesoretto che esce dall’universo-patrimonio del Demanio e diventa a tutti gli effetti di proprietà dei comuni. In Maremma molti di questi beni sono già stati trasferiti dallo Stato alle amministrazioni locali: a Grosseto, a Civitella Paganico, a Manciano, a Orbetello, sulla costa come sull’Amiata, un po’ ovunque, insomma.
L’operazione. Si chiama federalismo demaniale e consiste nella “dismissione” da parte dello Stato di beni o porzioni di beni che vengono traghettate tra i possedimenti degli enti cittadini. Tra tomboli e storici fortini che passano sotto l’egida dei sindaci ci sono “oggetti” anche assai meno attraenti: come i fossi e gli ex alvei dei fossi; poter vantarne il possesso però può essere utile; il passaggio di mano Stato-ente locale, infatti, può accelerare la realizzazione di opere pubbliche (l’ampliamento di strade, ad esempio) o far uscire dalla naftalina progetti che si erano incagliati.
Come funziona. Passano ai comuni solo i beni per cui i sindaci hanno avanzato specifica richiesta di “trasferimento”. L’operazione del Demanio dunque non è uno sbaracco, ma una concessione di qualcosa che era stato richiesto: il Comune x ha presentato (a suo tempo) domanda, l’Agenzia del Demanio si è presa il tempo di valutare se il bene fosse trasferibile o meno, quindi l’ha condotto in seno a chi lo richiedeva, previa delibera consiliare.
I numeri della Maremma. In tutto il territorio grossetano sono complessivamente 75 i beni che i sindaci maremmani volevano. Dei 75 richiesti per il momento ne sono stati effettivamente trasferiti 41: per gli altri le operazioni sono in corso; in molti casi il Demanio, ad esempio, è in attesa che arrivi la delibera del comune.
I gioielli. La maggior parte del patrimonio trasferito è rappresentato da terreni (agricoli e non), fossati ed ex alvei di fossi. Ci sono però anche beni che i comuni hanno richiesto perché sono “pezzi” che contribuiscono a conservare l’identità di un borgo, di un’usanza o di un’abitudine cittadina. Parliamo ad esempio di ciò che il Demanio definisce “il Forte Burgos” di Orbetello, ovvero la piazzetta spagnola dei pescatori, luogo di incontro, di aperitivi e di aggregazione. A Civitella Paganico, invece, diventa “comunale” l’ex Casa del fascio di Pari: «In effetti si tratta di una sala – specifica il sindaco Alessandra Biondi – L’avevamo già in concessione e veniva utilizzata per eventi, riunioni e nei giorni delle elezioni. Continuerà ad essere destinata ai cittadini e alle associazioni» In programma c’è anche un make-up: la saletta verrà ristrutturata e migliorata; essa è del resto l’unico luogo di condivisione pubblica che c’è nella frazione di Pari. Parliamo insomma di “quelle piccole cose” che al giorno d’oggi “significano” per una comunità. E anche a Manciano la Casa del Fascio diventa “civica”. A Grosseto invece entra a far parte del patrimonio comunale la pineta di Marina. E anche il palazzo dell’ex intendenza di corso Carducci.
Anche oneri. Per i comuni il possesso di questi beni non rappresenta solo un arricchimento del patrimonio, ma anche un carico: il Demanio “ha dato” perché fortini e pinete fossero fruibili alla comunità. I sindaci dunque dovranno impegnarsi anche a portare a termine eventuali progetti di ristrutturazione (se si tratta di immobili, ad esempio) o di manutenzione e pulizia in caso di parchi e aree verdi. C’è da dire che in molti casi si tratta di beni che già venivano utilizzati nella routine cittadina con scopi sociali e aggregativi.
Il sito web. Per chi fosse interessato a consultare l’elenco dei beni trasferiti ai comuni maremmani, può visitare http://www.agenziademanio.it/opencms/it/notizia/On-line-il-Report-aggiornato-sul-federalismo-demaniale-in-un-mese-trasferiti-104-immobili-e-2-per-progetti-culturali/ ; nel pdf a cui si accede i beni sono associati per regione e quindi divisi per provincia.
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