Proteste
Il mare erode la spiaggia: esplode la rabbia
Follonica, i gestori del bagno Conchiglia puntano il dito contro gli interventi: «Li hanno fatti a nord e a sud. E qui?»
FOLLONICA. «Il mare ci ha mangiato due file di ombrelloni, è stata un’estate difficile. Quando penseranno agli stabilimenti balneari del centro cittadino?».
Il mare scavalca la barriera soffolta e arriva alla spiaggia salendo per metri e metri, spazio solitamente usato per sdraio, lettini e ombrelloni. I gestori del bagno Conchiglia, stabilimento che si trova nel centro follonichese all’inizio di viale Carducci, sono stanchi di dover, ogni estate, lottare contro l’erosione costiera: si sentono abbandonati, perché mentre i lavori (intervento promosso dalla Provincia di Grosseto, costato più di dieci milioni di euro) sono già stati fatti nella parte sud del litorale e iniziati a marzo scorso a nord (foce Cervia, zona Pratoranieri), ancora da loro ruspe e operai non sono arrivati e il mare continua a salire, portando via sempre più arenile.
«Nella barriera di fronte al nostro bagno – spiega il gestore della struttura, Alberto Gotti – ci sono dei varchi e ci sono sempre stati sin da quando nel 2007 vennero posati i sassi di protezione: qui da noi non sono arrivati con le ruspe che avrebbero potuto posare i massi in modo più stabile, ma hanno semplicemente messo il materiale. Ciò ha implicato che nel giro di poco quei sassi si siano spostati rendendo nulla la protezione. Per noi è stata un’altra estate difficile: in molte occasioni ci siamo dovuti svegliare la notte e venire a togliere gli ombrelloni delle prime due file perché il mare si era alzato». E non solo.
La moglie di Gotti, Valeria Valli, che con lui gestisce la struttura dal 2000 (prima solo il bar poi dal 2007 anche ombrelloni e cabine) racconta che sono stati costretti a mandare via molti clienti, a qualcuno hanno dovuto anche rendere la caparra versata al momento della prenotazione, perché non avevano più gli ombrelloni a disposizione.
«Ho dovuto cercare ad alcuni turisti delle altre sistemazioni pur di farli rimanere a Follonica – racconta Valeria Valli –: qui non è più possibile andare avanti così, tanti nostri clienti affezionati sono rimasti dispiaciuti di dover andare in altri stabilimenti perché nel nostro non avevamo spazio per colpa dell’erosione, ma che cosa potevo fare?».
La rabbia è suscitata dal fatto che i lavori contro l’erosione siano stati fatti prima in tratti di arenile dove secondo gli imprenditori del Conchiglia non c’era urgenza. «È come se ho male a un dente e un ascesso: prima curo l’ascesso dopo il dente – dice ancora Alberto Gotti – È una situazione assurda».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
