Attenzione
Pd: il dibattito è diventato crisi
La decisione di non prendere parte alla manifestazione ha lacerato il partito
FOLLONICA. Non è più una semplice discussione interna: ora è una vera e propria crisi. «Se il mio partito soffre di qualche sindrome di discrasia incurabile fra i vari livelli, a Follonica siamo sempre stati e dobbiamo continuare ad essere compatti. Un altro modo di chiudere il ciclo è possibile, superare l'incenerimento è possibile, lavorare affinché questo si realizzi e si spengano gli inceneritori già accesi è doveroso». Parole dell’assessore all’Ambiente del golfo Mirjam Giorgieri.
Ci sono pure ex amministratori a non aver apprezzato le parole del segretario democratico cittadino, Giosué Ariganello. Ad esempio l’ex sindaco Eleonora Baldi, anche lei Pd ai tempi della fascia tricolore: «Sono profondamente delusa in merito alla posizione presa in questi giorni dal Pd di Follonica: evidentemente il sostegno a quanto fatto dalla precedente giunta era fittizio». Ma soprattutto, ci consiglieri comunali che hanno deciso di rimettere la tessera. «In seguito agli ultimi sviluppi e decisioni del Pd a livello nazionale e locale, culminata con la posizione della segreteria contro la manifestazione, da oggi mi dimetto dal gruppo Pd e costituisco il gruppo misto in consiglio comunale». Firmato Francesco Aquino, ormai ex consigliere dem della maggioranza guidata da Andrea Benini.
La presa di posizione della segreteria follonichese riguardo la manifestazione di domani contro l’inceneritore di Scarlino ora diventa un caso. Non esterno, ma interno. I membri, tra cui amministratori, sembrano prendere sempre più le distanze dal diktat dato da Ariganello, che ha ribadito più volte come il partito non prenderà parte all’iniziativa, confidando nel ruolo degli organi di controllo (ossia la Regione Toscana chiamata a decidere sulle nuove autorizzazioni all’impianto) e lasciando libertà ai suoi iscritti. Una posizione chiara che non ha mai combaciato con quanto affermato dall’amministrazione comunale, sempre a trazione Pd, che al contrario ha manifestato da subito il desiderio di prenderne parte. Lo ha detto il presidente del consiglio comunale Francesco De Luca, lo confermano altri esponenti. «Una differenza solo apparente» ha detto Ariganello nei giorni scorsi, ma a quanto pare la ferita è molto più profonda. Le dimissioni di Aquino ne sono una prova. Il giovane consigliere ad ora non si pronuncia più di molto: è uscito dal gruppo democratico rimettendo la tessera e si prepara a mettere in piedi un gruppo misto.
Da Oltreoceano poi, direttamente dal suo viaggio di nozze, Giorgieri fa arrivare ben chiaro il suo pensiero. «Nuovi inceneritori non ci servono; ci serve puntare al riutilizzo, al riciclo. Serve a noi e ai nostri figli – scrive sulla sua pagina facebook a proposito della manifestazione di domani - Non sarò presente fisicamente alla manifestazione perché lontana migliaia di chilometri, ma col pensiero sarò con le spero molte persone che manifesteranno».
Infine, ci sono anche gli iscritti storici a voltare le spalle al segretario follonichese. «Sono indignata verso il Pd che ancora una volta, ignorando le volontà espresse da giunta e consiglio nei quali è parte fondamentale, decide una assenza che assume contorni quantomeno grotteschi se non addirittura quasi macabri» tuona Baldi, una che ha fatto della lotta all’inceneritore uno dei cavalli di battaglia della sua amministrazione. «Personalmente esprimo solidarietà a una giunta e a un consiglio che in nome dei suoi cittadini stanno continuando un percorso che deve essere presidiato perché non esistono fatti o presupposti nuovi alla base di un eventuale cambio di rotta. La politica non può essere assente, il Pd deve sostenere in modo chiaro il sindaco Benini e la sua giunta».
Alfredo Faetti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
