Gioco
Le associazioni si schierano contro l’azienda
Poste accerchiate. Dopo la Regione, i singoli municipi, l’Uncem e l’Anci si allarga sempre più il fronte anti chiusura degli uffici postali periferici. Una dura critica al piano messo in piedi da...
Poste accerchiate. Dopo la Regione, i singoli municipi, l’Uncem e l’Anci si allarga sempre più il fronte anti chiusura degli uffici postali periferici. Una dura critica al piano messo in piedi da Poste arriva da Gianfranco Turbanti, presidente Anp Cia, che si schiera a favore della sospensiva. «Se da un lato può essere comprensibile l’esigenza di riorganizzare l’offerta, questo non può esser fatto alle spese dei più deboli o di chi vive in aree disagiate. Non possiamo privare gli anziani, molti dei quali hanno difficoltà a spostarsi, di questi servizi fondamentali». Turbanti ricorda che «per difendere l’economia e la qualità della vita nelle aree rurali occorre investire in servizi e infrastrutture, non tagliare». In linea pure le Anap Toscana e Grosseto (Confartigianato): «Gli uffici postali dei piccoli centri rappresentano un presidio fondamentale per il tessuto sociale ed economico». «Poste – dice il presidente Confartigianato, Gianni Lamioni – è un’azienda importante che ha una mission diversa da quella di realizzare solo utili indipendentemente dal contesto sociale. Per questo c’è bisogno che certe scelte vengano ponderate e soprattutto condivise tra i vari attori sociali, istituzionali ed economici». Intanto la Slc Cgil affina le armi e diffonde un documento con sette buoni motivi per cui partecipare alla protesta di stamani a Firenze sotto la sede regionale di Poste. (m.b.)
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