Il Tirreno

Grosseto

Il sottosegretario Faraone: «Otto prof in più a scuola»

di Giovanna Mezzana
Il sottosegretario Faraone: «Otto prof in più a scuola»

Il viceministro all’istruzione in visita in città rivela i dettagli della fase C del piano di assunzioni e annuncia: «Ad ogni istituto daremo 30.000 euro per l’autonomia»

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GROSSETO. Innesca molte aspettative la visita grossetana di ieri del sottosegretario all’istruzione Davide Faraone. Parla di posti di lavoro il viceministro. Sono 980 le cattedre che si stanno assegnando in queste ore in Toscana: è la fase B del piano nazionale di assunzioni, ma il grosso – «otto insegnanti per scuola» – arriverà con le nomine di novembre, quando entrerà nel vivo la fase C. Parla di soldi Faraone: 30.000 euro – annuncia – verranno assegnati alle scuole per gestire l’autonomia; pochi, questi sì, considerando la lista di cose che i presidi dovrebbero riuscire a farci.

Il potenziamento. Uno dei capitoli-cardine della Buona Scuola riguarda il cosiddetto organico del potenziamento, cioè cattedre in più che vengono assegnate agli istituti in base al loro manifesto fabbisogno. Di nuovo c’è poco: qualcosa del genere già esisteva, era il cosiddetto organico di fatto che però ha sempre rappresentato una delle fonti di frustrazione più cogente per i dirigenti scolastici che chiedevano dieci e ottenevano due. Quest'anno è un'altra storia: chiederanno e otterranno, assicura il sottosegretario. L'organico del potenziamento garantirà «in media otto insegnanti in più a scuola» afferma Faraone. Che significa «a scuola»? «Ad istituto» precisa. In Maremma ci sono dodici istituti superiori e ventuno istituti comprensivi. I conti sono presto fatti. Se il quadro è questo, la fase C potrebbe rappresentare una nuova infornata, che coinvolgerebbe 3.200 docenti – dato fornito dal sottosegretario – in tutta la Toscana; cioè più delle immissioni in ruolo della fase zero e della fase A che in tutta la Regione sono state 2.500.

I dubbi. I nodi da sciogliere però sono molti e i sindacati non si fanno prendere dall'euforia: la Cgil non ha mai creduto alla panacea dell'organico di potenziamento. Forse sarà tutto chiaro quando arriverà una circolare applicativa che spiega la fase C: ancora non c'è. Ed è quindi avvolta nella nebbia anche la strada verso cui i capi d'istituto dovranno indirizzare i desiderata. «Potranno richiedere i posti dell'organico potenziato per consolidare progetti che hanno già in corso – dettaglia Faraone – oppure per tenere aperte le scuole di pomeriggio, per esempio»; una quota di posti verrà assorbita «dagli esoneri dei vicari del dirigente scolastico» che se stanno collaborando con la presidenza non possono essere anche in classe.

La tempistica. Dal 28 settembre al 14 ottobre le scuole dovranno esprimere il loro fabbisogno sul fronte dell'organico del potenziamento che affonderà le radici nel piano dell'offerta formativa da cui si evince la "caratterizzazione" della scuola: ad esempio, io preside di una scuola media che “serve” quartieri ad alto tasso di stranieri, vorrei tre insegnanti di lettere in più per seguire gli allievi che non parlano l'italiano a livello di madrelingua... Me li concederanno? Sarà l'Ufficio scolastico regionale ad accogliere o a respingere la richiesta, sulla base - e qui qualcuno dice che cada l'asino - dei posti concessi dal Ministero.

I papabili. Gli insegnanti che concorreranno all'assegnazione di questi posti della fase C sono i precari iscritti nelle graduatorie a esaurimento o vincitori del concorsone del 2012 che tra il 28 luglio e il 14 agosto si sono iscritti alla procedura nazionale del Piano straordinario di assunzioni previsto dalla Buona Scuola.

Spezzoni o cattedre. Anche quelli prodotti dalla fase C saranno posti “veri”, spiegano dal fronte del sindacato. «Lo saranno – sottolinea Fabrizio Settembrini segretario interprovinciale di Uil Scuola (per Grosseto e Livorno) – non potranno essere assegnati “spezzoni” di cattedra ma si dovranno costituire posti ad hoc nell’organico potenziato dell’autonomia scolastica». Un gran lavoro insomma. Anche per l’Ufficio scolastico territoriale di Grosseto, dove Faraone ieri ha fatto tappa, e che «da aprile – sottolinea Settembrini – non ha un dirigente ». E il grosso del lavoro c’è stato proprio in questi mesi.

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