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Grosseto

Gli universitari: «Grosseto meglio di Siena»

Gli universitari: «Grosseto meglio di Siena»

Faraone entusiasta delle esperienze degli studenti: «Questo ateneo è un modello da esportare»

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GROSSETO. Daniel Madii è uno studente universitario di Grosseto. È iscritto a Beni culturali con specializzazione in Storia dell’Arte. È entusiata del suo corso di studi e vuole esternare la sua soddisfazione al sottosegretario all’istruzione, Davide Faraone, in visita ieri mattina al polo universitario grossetano. «Qui abbiamo anche la possibilità – dice rivolgendosi al viceministro – di fare ore di laboratorio che ci garantiscono crediti formativi». Faraone, in piedi, nell’aula di rappresentanza del polo di via Ginori, lo ascolta. Sonia Torromacco invece arriva da Caserta e a Grosseto studia Scienze infermieristiche. «Per anni abbiamo sentito dire – racconta – che questa sede sarebbe stata chiusa. E abbiamo temuto. Io sono contentissima della mia università. Grosseto forse ci ha dato qualcosa di più rispetto a quanto avrebbe potuto darci Siena: qui siamo molto seguiti, siamo pochi, una cinquantina siamo come una famiglia».

Il polo universitario grossetano piace al sottosegretario. Faraone plaude soprattutto al fatto che se ne sia scongiurata la chiusura e si sia tutelato come luogo di formazione e di studio nonostante i piccoli numeri: sono 150 attualmente gli studenti.

Arrivato poco dopo le 9, il sottosegretario era atteso in via Ginori dal sindaco Emilio Bonifazi e dall’assessore alla cultura Giovanna Stellini. Antonio Capone, presidente del Comitato tecnico scientifico del Polo, ha mostrato i “gioielli di famiglia”al viceministro: la teledidattica, in primis; e in particolare come funziona e cosa ha rappresentato per tanti studenti che hanno potuto continuare a studiare senza essere costretti ad affrontare i costi economici di uno spostamento o di un trasferimento all’ateneo di Siena. Intanto la visita istituzionale veniva seguita in videoconferenza alla sede dell'ateneo senese.

«Il polo universitario grossetano è un modello che deve essere potenziato ovunque in Italia – dice – Inauguriamo il nuovo anno con già in atto le novità previste dalla Buona Scuola (la legge di Riforma del sistema scolastico messa a punto in tandem dal premier e dal ministro Stefania Giannini, ndr) – Abbiamo finalmente dato un taglio al precariato storico nella scuola».

giov.mezz.

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