Il Tirreno

Grosseto

Sagre, Elismo alza bandiera bianca

di Francesca Ferri

Arcille: la kermesse di Pesucci chiude prima del previsto mentre i “rivali” preparano il gran finale

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ARCILLE. Alla fine Elismo Pesucci alza bandiera bianca: la “sagra del porcino” della sua Associazione festeggiamenti Arcille chiude i battenti anzitempo. Dopo ventitré giorni la manifestazione del paesino nel comune di Campagnatico, avvelenata da accuse incrociate con la sagra parallela dei dirimpettai dell’Atletico Arcille e andata a fuoco in un incendio dai contorni ancora tutti da chiarire, oltreché disertata – come lo stesso organizzatore ammette – da buona parte del pubblico degli anni passati, rimarrà chiusa questo fine settimana, nonostante il programma iniziale prevedesse stand aperti anche il 4, 5 e 6 settembre.

«Quest’anno la sagra è iniziata molto presto, il 7 agosto, ed è durata fino al 30 – spiega Pesucci, ex sindaco di Campagnatico e oggi consigliere e animatore dell’Associazione festeggiamenti – Le nostre donne in cucina hanno tutte sugli 80 anni e sono stanche».

Un po’ il clima meteorologico, «perché quest’anno ha fatto davvero caldo con l’anticiclone africano», dice Pesucci; un po’ il clima degli stati d’animo, «davvero rovente – dice Pesucci – perché oltre alla fatica fisica c’è anche quella derivata dalla situazione contingibile di stress, che incide», la sagra storica di Arcille lascia il passo alla neonata “sagra del porcino e della grigliata”, allestita quest’anno dal gruppo sportivo della piccola frazione, dopo che i dirigenti e Pesucci non avevano trovato l’accordo per organizzare un unico evento.

Da un lato, infatti, l’Atletico rivendicava il diritto a organizzare un evento proprio per tentare di raccogliere il denaro necessario a mettere in piedi il campionato per le sue squadre (di diverse categorie); dall’altro l’Associazione festeggiamenti che non voleva rinunciare al suo “marchio di fabbrica”, la sagra del porcino che da anni organizza in estate.

Una diatriba nata con la chiusura della sala polivalente del paesino imposta dal Comune di Campagnatico che – con l’elezione del nuovo sindaco, Luca Ricciardi – ha annullato la convenzione ventennale che concedeva gratuitamente la sala all’Associazione festeggiamenti dell’ex sindaco Pesucci, e che finirà solo a fine mese, quando si prevede che il Consiglio di Stato si pronuncerà sull’appello presentato da Pesucci (il Tar, in primo grado, ha dato ragione al Comune).

Intanto l’agosto di sagre è trascorso tra bisticci, accuse di concorrenza sleale, segnalazioni di violazione delle regole alle forze dell’ordine e un incendio appiccato da mano anonima alla sagra di Pesucci, che era allestita nel piazzale del pastificio di Arcille, la notte tra il 17 e il 18 agosto, spento fortunosamente dallo stesso Pesucci.

«Tanta pubblicità che non è stata positiva – spiega Pesucci – perché giustamente uno non va a infilarsi in una posto dove si dice che succede di tutto. In termini di incassi il risultato è stato positivo, anche se i numeri dei clienti non arrivano a quelli dell’anno scorso. Peccato perché abbiamo dato un’immagine negativa del paese».

Oltre la strada che divide l’area della sagra “pesucciana” c’è la piazza del paese, che ospita la sagra “rivale”. Dove, con malcelata soddisfazione, dopo quasi un mese di convivenza forzata, ci si prepara al primo fine settimana di monopolio “sagristico” dell’estate. E a differenza di queste settimane di semplice autopromozione – i clienti venivano fisicamente acchiappati in strada e indirizzati verso gli stand – l’organizzazione si affina.

«Tutto confermato per il 4, 5 e 6 settembre – spiega Daniele Gallorini, presidente dell’Atletico Arcille che ha organizzato la sagra – abbiamo anche fatto un po’ di pubblicità e la prima sera abbiamo invitato Giuseppe Scelta, il sosia di Adriano Celentano».

L’umore, in piazza, è di tutt’altro tono rispetto al piazzale del pastificio. «Per essere il primo anno che organizziamo la sagra ci accontentiamo – dice Gallorini – abbiamo potuto fare l’iscrizione al campionato e il 18 settembre facciamo la presentazione ufficiale alle 20 in piazza. Gli incassi? Non benissimo come ci si aspettava, ma tutto sommato non è stata una brutta iniziativa quella di concorrere conto nostro. Più che tutto siamo soddisfatti per esserci riappropriati del paese e perché tanti piccoli imprenditori locali ci sostengono con le sponsorizzazioni».

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