Sicurezza
Il verdetto finale: l’ultimo Balestro resta senza vincitore
Il Magistrato ha deciso: edizione 115 non assegnabile Si studiano soluzioni per il prossimo appuntamento
MASSA MARITTIMA. Chi era presente parla di una discussione sofferta. Un confronto serrato su un episodio mai successo e in realtà mai preso in considerazione, che al di là della sua eccezionalità ha indispettito buona parte della piazza massetana.
La divisione dei poteri in seno alla Società dei Terzieri, però, impedisce a qualsiasi soggetto di poter intervenire su quel che è fatto. E alla fine, il verdetto del Magistrato convocato per lunedì sera ha portato ad un esito quasi scontato: il 115esimo balestro del Girifalco rimane non assegnabile e così sarà classificato negli annali dei Terzieri.
Ma è stata anche l’occasione utile per discutere del futuro e di come fare per non ripetere le stesse azioni, col senno di poi mal digerite dai sostenitori di Cittanova, Cittavecchia e Borgo.
Correzioni che verranno apportate col tempo, così come i provvedimenti nei confronti di quei soggetti che la sera del Balestro, al momento del verdetto, nonostante indossassero i costumi della Società si sono lasciati andare ad offese e comportamenti ritenuti non consoni dal priore Sandro Poli e dagli altri membri del direttivo.
Diciamoci la verità: nessuno a Massa Marittima si aspettava che la 115esima edizione venisse assegnata a uno dei due Terzieri che si sono contesi la sfida (Borgo e Cittanova). Ma che ci fossero delle conseguenze, in termini di rivisitazione delle regole, sì. E queste ci saranno.
Nei mesi che verranno, forse già prima del Balestro numero 116, in agenda per maggio, qualcosa cambierà perché quel che è successo la sera del 14 agosto non si ripeta.
La dinamica è venuta più o meno fuori un paio di settimane fa, quando Sandro Manetti, Maestro d’Armi, ha rassegnato le sue dimissioni.
Alla fine di ogni Balestro, infatti, il corniolo viene rimosso dalle pareti di piazza Garibaldi e portato nelle stanze segregate della giuria, dove viene “scarciofato”, usando l’espressione massetana, molto figurata ma che rende l’idea.
Alla fine della sfida infatti, il corniolo (ossia il bersaglio) è ricoperto di frecce conficcate e partendo da quelle più esterne i giurati le tolgono una ad una, così da avvicinarsi al centro e decretare un vincitore.
Come si fa appunto con le foglie di un carciofo per arrivarne al cuore.
Il 14 agosto però è successo qualcosa di anomalo: su 24 tiratori, ben 23 hanno centrato il corniolo. Quasi un record, che ha ridotto il legno un colabrodo.
Dopo un’oretta di lavoro, ne erano rimaste solo quattro conficcate, talmente vicine al centro che era impossibile infilarci anche il compasso per fare le misurazioni.
Da qui, la decisione condivisa (il verdetto infatti è stato firmato da tutti i componenti) di toglierne un’altra, ma quando questa è venuta meno gli altri dardi hanno allentato la loro presa ed è stato impossibile stabilire un vincitore.
Da qui le dimissioni di Manetti, dato che il Maestro d’Armi è il responsabile quando si tolgono le frecce, e la presa di coscienza che un imprevisto simile può capitare.
Il lavoro che porterà adesso la Società dei Terzieri sarà quello di stabilire dei criteri da seguire nel caso più frecce siano troppo vicine al centro del corniolo, così da scongiurare il rischio di una seconda non assegnazione. Che siano nuove forme di misurazione o strumenti differenti da utilizzare, saranno gli organi preposti a stabilirlo. E per arrivare ad una soluzione condivisa, spiegano dalla Società dei Terzieri, ci vorrà tempo.
Ben più celeri saranno invece i provvedimenti contro coloro che indossando il costume della Società hanno inveito contro il nuncio al momento della lettura del verdetto. Un comportamento su cui né Poli né nessun altro nei Terzieri vuole passar sopra.
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