Attenzione
E le cattedre di matematica sono vuote
Gli insegnanti verranno pescati dalla graduatorie di istituto ma i neolaureati saranno tagliati fuori
GROSSETO. Le cattedre ci sono ma i prof mancano. Parliamo dei docenti abilitati ad insegnare matematica. Si sono “esauriti”. In attesa nelle graduatorie provinciali – graduatorie ad esaurimento, appunto – non ce ne sono più. Buon per loro, significa che anno dopo anno sono stati assunti. Forse perché ce n’erano pochi.
Il fenomeno non è nuovo. E si riscontra in Maremma ma anche nel resto della Toscana. Non ci sono più laureati in matematica e fisica abilitati, idonei all’insegnamento della matematica soprattutto alle scuole medie.
E allora come si fa? Forse qualche studente spera che – causa di forza maggiore – la materia – notoriamente ostica per quasi tutti eccezione fatta per chi ha il “pallino” – venga eliminata. Abbandonate le speranze, questa strada non è né praticabile né contemplabile. E allora qual è la soluzione?
Per far fronte al fabbisogno, gli insegnanti di matematica verranno “pescati” dalle cosiddette graduatorie di istituto, quelle per cui è il dirigente scolastico a chiamare i prof per il reclutamento.
Nelle cosiddette graduatorie di istituto dimorano quei docenti precari che sono (ovviamente) laureati ma che non hanno i requisiti per essere assunti: non hanno cioé ancora ottenuto l’abilitazione all’insegnamento.
Le graduatorie di istituto sono dunque un elenco per una sorta di lavoro “a chiamata”. L’incarico è a tempo determinato, ma rappresenta comunque un punto di partenza: magari anche per farsi le ossa. Per iniziare, proponendosi direttamente al dirigente di una scuola.
Tutti i neolaureati in matematica, fisica e affini possono bussare alle porte di una presidenza? No, non possono. Così come non possono farlo i laureati in altre materie che vogliono cominciare a muovere i primi passi verso l’insegnamento. Le graduatorie di istituto infatti sono triennali, sono state messe a punto nel 2014 e quindi non verranno rinnovate fino al 2017.
Un’occasione persa – non per colpa loro – per molti laureati: la cattedra c’è, il titolare manca e loro non si possono neppure autocandidare. Non rimane che imboccare altri percorsi. Almeno fino al 2017.
(g.m.)
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