Il Tirreno

Grosseto

CACCIATORI, SOLITO CAPRO ESPIATORIO

Il 2 di settembre il mondo venatorio si prepara alla prossima stagione di caccia, e con la cosidetta preapertura si andranno a cacciare tortore, colombacci, gazze, ghiandaie e cornacchie grigie. Un...

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Il 2 di settembre il mondo venatorio si prepara alla prossima stagione di caccia, e con la cosidetta preapertura si andranno a cacciare tortore, colombacci, gazze, ghiandaie e cornacchie grigie. Un solo giorno che darà poi il via all'apertura generale del 20, tanto attesa da cacciatori e agricoltori, che vedono oramai da tempo un incremento esponenziale della selvaggina in particolar modo il cinghiale, cacciabile dal 1° novembre. Il cinghiale oggi selvatico alla ribalta delle cronache nazionali, invasore di vasti territori, in gran parte abbandonati e vietati alla caccia programmata, mette alla prova chi fino ad oggi ha cercato di imbalsamare tutto senza lungimiranza e un briciolo di conoscenza, nel completo disinteresse delle reali esigenze del territorio. In Italia non siamo neanche capaci di gestire i cinghiali, risultato scontato di mala visione e conoscenza di un territorio dove abbiamo impedito alla caccia e ai cacciatori di esprimere la sua professionalità ed il suo sapere, messo da parte e sostituto con quello di chi crede che tutto possa avvenire naturalmente senza l'intervento dell'uomo. Questo dimostra ancora una volta il completo fallimento di un sistema gestionale voluto e praticato solo per garantire privilegi e interessi di parte. Mettendo da parte chi nel rispetto delle tradizioni, culture e usanze locali, cerca di valorizzare la bellezza e la particolarità del nostro territorio, noi siamo convinti, come cacciatori, di avere il dovere di salvaguardare e mantenere una cosa già bella e unica al mondo. Peccato che un sistema complicato, voluto, studiato, pieno di normative, regolamenti e balzelli hanno portato allo scenario che tutti stiamo vivendo. Certo, la soluzione migliore è trovare un capro espiatorio, e chi se non il cacciatore? Senza nessun potere, messo alla gogna da un sistema mediatico, illuminato e benpensante, che si tira indietro da qualsiasi responsabilità, senza ricordarsi di quanti studi, convegni e progetti i lor signori hanno fatto, spendendo soldi pubblici, ottenendo risultati visibili a tutti e privi di riscontri positivi. Così si scopre il cinghiale, dicono importato dai cacciatori, che crea danni e problemi, non ricordandosi dei numerosi allarmi lanciati in passato dai cacciatori, rimandati al mittente facendo figurare il mondo venatorio come esseri affamati di sangue e di distruzione. Questi erano gli argomenti di un mondo animalista e ambientalista illuminato e qualificato, al quale oggi chiediamo chi ha immesso il lupo, i corvidi, la nutria, il capriolo, il daino, il cervo, i gabbiani, i cormorani, lo storno ecc, capaci di arrecare danni irreversibili alla società e all'ambiente, sono stati ancora i cacciatori egoisti? O è frutto di un sistema sbagliato troppo mirato alla salvaguardia di tutto e di tutti senza rispettare le regole dettate dal buon senso e dalla natura, basate sulla sostenibilità a salvaguardia della biodiversità, delle specie animali e del territorio? La soluzione è semplice, dobbiamo sostituire chi ha sbagliato, suggeritori di teorie fino ad oggi rilevatosi infondate, costose per la società e per il territorio, divulgatori di falsi moralismi che rischiano di trasformare il cinghiale in una belva feroce divoratrice di uomini, oramai vegetariani, vegani e falsi ambientalisti, chissà che non sia proprio il cinghiale a trovare una soluzione definitiva.

Il presidente provinciale

Federcaccia

Luciano Monaci

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