Il Tirreno

Grosseto

Inceneritore, il Pd si contraddice ancora

di Alfredo Faetti
Inceneritore, il Pd si contraddice ancora

Follonica, il presidente del consiglio comunale marcerà contro l’impianto. Intanto scompare un intervento del segretario

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SCARLINO. Le contraddizioni del Partito democratico sull’inceneritore continuano. Mentre il Pd rimane sulla sua posizione, non aderendo al coordinamento contro la riapertura dell’impianto scarlinese, il presidente del consiglio comunale, Francesco De Luca, esponente dello stesso partito, rende ufficiale la sua posizione e quella di tutti i consiglieri follonichesi (compresi quelli del Pd e quindi pure Gesuè Domenico Ariganello, capogruppo e segretario, che in quella veste ha dichiarato la non adesione del suo schieramento) che parteciperanno al corteo del 4 settembre contro l’inceneritore.

Un atteggiamento che lascia perplessi, perché, se da una parte gli esponenti del Pd che guidano il governo follonichese hanno tutti aderito alla manifestazione (adesione che esprime la contrarietà totale al rilascio da parte della Regione delle autorizzazioni che farebbero riprendere l’attività all’impianto), dall’altra il loro stesso partito si chiama fuori.

Eppure non è che i soggetti interessati siano differenti, anzi. Il segretario dello schieramento è il capogruppo in consiglio, che in un ruolo aderisce e dall’altro no. Oltretutto versa pure il suo compenso di consigliere nei fondi a disposizione del coordinamento per organizzare l’iniziativa di protesta.

«Come deciso durante la seduta del 27 agosto – dice De Luca – il consiglio comunale di Follonica aderisce all’unanimità alla manifestazione del 4 settembre contro l’inceneritore. Inoltre, su richiesta unanime di tutti i gruppi consiliari, i fondi a disposizione per la attività istituzionale saranno devoluti per organizzare l’evento».

Il consiglio comunale esprime contrarietà all’impianto di Scarlino. «L’istituzione comunale si unisce alla richiesta di revoca della nuova autorizzazione all’impianto, aderendo alla manifestazione del 4 settembre e ricordando il compianto avvocato Franco Zuccaro e il suo grande contributo in questa battaglia di civiltà ambientale che ha miracolosamente unito un intero territorio» si legge nella nota della presidenza consiliare.

Alla fine insomma a protestare ci saranno tutti i consiglieri follonichesi del Pd, che però si dovranno togliere la veste di iscritti allo stesso partito quel pomeriggio per non creare imbarazzo. Stranezze della politica? Forse.

Un altro fatto non proprio chiaro è segnalato dal capogruppo di Forza Italia, Sandro Marrini, che fa presente come nella registrazione on line dell’ultimo consiglio comunale manchi una parte dell’intervento del capogruppo Pd Ariganello. Dopo un’ora e poco più dall’inizio della seduta, il consigliere Laura Pacini, del M5s, ha infatti letto un documento dove si parlava dell’impianto. «Oramai da anni – ha dichiarato Pacini – diffondiamo una ricerca sulla compagine societaria nella quale troviamo la vera motivazione per cui si continua a insistere su tale impianto, una motivazione che è tipicamente di partito, in quanto l’azienda in questione ha uomini di partito ai suoi vertici ed è collegata attraverso un sistema di scatole cinesi a Sei Toscana, alle cooperative rosse, alla Fondazione Monte dei Paschi di Siena».

A queste parole non resta indifferente il capogruppo del Pd Ariganello che risponde a Pacini. Ma la parte più infuocata della sua risposta non c’è nella registrazione. «Essendo presente alla seduta – dice Marrini – so che nei minuti successivi Ariganello ha continuato a parlare rispondendo al consigliere Pacini. Per questo chiedo ufficialmente al presidente del consiglio De Luca perché quel pezzo manchi nella registrazione pubblicata sul sito del Comune. Considerato il dibattito acceso che si è scatenato proprio in quel frangente mancante mi domando se sia stato semplicemente un errore tecnico». «Credo che si tratti di un problema tecnico, ma verificherò», risponde De Luca.

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