Il Tirreno

Grosseto

Ex Ufficio delle entrate Il Tar blocca il progetto

di Alfredo Faetti
Ex Ufficio delle entrate Il Tar blocca il progetto

Dopo sette anni di battaglia legale il Comune di Massa Marittima vince il ricorso contro la società che nel 2008 propose di cambiarne destinazione d’uso

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MASSA MARITTIMA. È finita una contesa durata sette anni e che ha visto come epicentro il palazzo ex sede dell’Ufficio delle entrate. Chi conosce Massa Marittima sa bene di cosa parliamo, dato che è la prima imponente struttura (con tanto di aquila imperiale sulla facciata) che si incontra entrando in città. Un edificio demaniale, di proprietà della Regione Toscana ma da tempo affidato a una società privata, che nel 2008 aveva proposto di cambiarne la destinazione d’uso, anche se non è ben chiaro per farne cosa.

Secondo il Comune la società voleva realizzarci degli appartamenti; secondo quanto riportano le memorie legali della società, l’intenzione era farne un centro servizi. L’allora amministrazione guidata da Lidia Bai però non ha voluto correre rischi e ha bloccato sul nascere il progetto, dando il via a questa contesa che si è protratta per sette anni nei tribunali. L’epilogo è dei giorni scorsi e vede accolte le ragioni del Comune, che ora riscuoterà anche 2.000 euro di spese in giudizio dal privato.

In realtà il giudice non è entrato nel merito della questione, ma gli è bastata la cronologia dei documenti per respingere il ricorso della società Investire Immobiliare. L’opposizione alla delibera comunale con cui il progetto è stato stoppato dall’amministrazione, infatti, è arrivato dopo i termini previsti dalla legge. Questa è la base della sentenza del Tar Toscana, che ha potuto «prescindere anche da dubbi di ammissibilità della impugnazione», come si legge nel dispositivo.

Ma la vicenda, che con un esito diverso avrebbe potuto cambiare radicalmente il volto del centro massetano, va ricostruita dall’inizio. L’edificio, affacciato su piazzale Mazzini, di proprietà del Demanio, è stata la sede dell’Ufficio delle Entrate per anni. A metà degli anni Duemila poi viene affidato, con regolare convenzione, alla società Investire Immobiliare, che nel 2008 propone un progetto per cambiarne la missione (ergo la destinazione d’uso) e perciò viene convocata una conferenza dei servizi al ministero dell’Economia. Il Comune però ha il timore che questo cambiamento porti il palazzo a diventare un insieme di appartamenti, ad uso privato o turistico, e con una delibera di giunta poi approvata dal consiglio comunale chiede e ottiene dalla conferenza romana che la struttura resti di utilità pubblica.

Di tutta risposta, il privato presenta un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, che gli permetterà di presentare anche ricorso al Tar, impugnando la delibera. In tribunale, inoltre, la società spiegherà che il cambio d’uso era destinato non a farne degli appartamenti, ma una sede di servizi. Ma questa precisazione non inciderà sulla decisione dei giudici, dato che a giugno gli uffici massetani hanno sfoderato un asso dalla manica, aggiungendo alle loro memorie che il ricorso al Capo dello Stato, che aveva permesso di spostare la diatriba dalla conferenza dei servizi al Tar, era stato notificato in Comune oltre i 120 giorni stabiliti per legge. Il sindaco Marcello Giuntini si è detto soddisfatto di come le amministrazioni siano riuscite a tutelare questo palazzo d’interesse pubblico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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