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Grosseto

Scuolabus soppresso a Barbaruta I genitori contro l’assessore

Scuolabus soppresso a Barbaruta I genitori contro l’assessore

Dura replica a Giovanna Stellini: «Impossibile fare “piccoli sforzi”, le fermate sono irraggiungibili Noi lavoriamo, come possono gli studenti arrivare a prendere i pullman di linea a 4 km di distanza?»

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GROSSETO. Impossibile mettere in pratica il «piccolo sforzo» chiesto dall’assessore Stellini: i ragazzi abitano a 4-6 km di distanza dalle fermate degli autobus di linea e i genitori non possono accompagnarli perché lavorano. Il comitato delle famiglie di Barbaruta e dintorni che aveva protestato per la soppressione dello scuolabus deciso dal Comune per l’anno scolastico che sta per iniziare non ci sta: e in una lettera critica la risposta dell’esponente della giunta comunale.

È passato qualche giorno da quella risposta, qualche giorno che è servito, spiega il portavoce Mauro Bruni, « per documentarci presso Tiemme su percorsi, orari e distanze dalla residenza dei rispettivi studenti alle fermate dei mezzi pubblici di linea, cosa che l'assessore evidentemente non ha fatto». Secondo il comitato, l’assessore non ha ben compreso la conformazione del territorio e delle strade interessate dalla linea 3 della Tiemme, il cui utilizzo era stato suggerito dall’assessore. «Quello che l'assessore suggerisce - osserva il comitato - è di mettere in atto un “piccolo sforzo”, per raggiungere le suddette fermate degli autobus di linea, da parte degli studenti. Ora visto che i genitori lavorano e gli orari sono incompatibili per accompagnare e riprendere i propri figli alle fermate degli autobus e visto che gli studenti abitano in zone rurali disagiate, distanti in media dai 4 ai 6 km dai punti di prelievo delle fermate degli autobus di linea (alcune sprovviste di pensilina per ripararsi dall'intemperie), l'assessore ci dovrebbe spiegare con quale mezzo gli studenti dovrebbero avvalersi per raggiungere le fermate dell'autobus».

Bruni osserva che «se avessimo avuto la possibilità di approfittare del mezzo pubblico, senza avere tutti i problemi citati, ne avremmo fatto uso volentieri, soprattutto in termini di costi che sicuramente sono inferiori rispetto a quello che abbiamo pagato per un servizio di “porta a porta” al Comune».

L’assessore, sempre secondo il portavoce, dovrebbe evitare «di dichiarare che l a collettività non può farsi carico di costi ingenti per mantenere il servizio, perché si dovrebbe ricordare che anche noi siamo contribuenti e che con il nostro lavoro paghiamo tasse che servono a tutta la comunità di cui facciamo parte. In uno stato di diritto dove le istituzioni dovrebbero essere vicine ai cittadini ed ai loro problemi, il diritto alla scuola e ai servizi che la riguardano dovrebbe essere garantito a tutti indiscriminatamente».

Bruni propone una verifica dell’impiego dei soldi pubblici, notando che «a nostro avviso la scuola è sempre più penalizzata. Vista la risposta che abbiamo ottenuto, rimaniamo disarmati e lasciamo il giudizio dell'operato dell'assessore alla cittadinanza».

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