Il Tirreno

Grosseto

«Marystella andava chiuso» La sentenza dopo otto anni

di Enrico Giovannelli
«Marystella andava chiuso» La sentenza dopo otto anni

I giudici si sono pronunciati solamente adesso sul ricorso della società E comunque dal 2008 lo stabilimento è stato smantellato: ora è spiaggia libera

2 MINUTI DI LETTURA





CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Ci sono voluti otto anni al Tar della Toscana per pronunciarsi contro il ricorso di chiusura del bagno Marystella, dando tra l’altro torto alla società che lo gestiva. Peccato che quello stabilimento sia stato però smantellato almeno sette anni fa.

La vicenda infatti risale al 2007, quando la società Marystella Srl si vide recapitare l’ingiunzione da parte dell’ufficio demaniale del comune castiglionese, guidato all’epoca dal sindaco Monica Faenzi, di smantellare la struttura. Troppe le irregolarità secondo l’amministrazione cittadina che gravavano sullo stabilimento balneare. Ricostruire tutti i passaggi è davvero difficile, ma in sostanza dopo che la società Marystella Srl aveva preso in concessione nel 2003 e per sei anni l’area demaniale proprio all’inizio di via Roma, lo storico bagno poteva contare su oltre 4000 metri quadrati di arenile, erano iniziati i problemi al momento di un passaggio di proprietà. La stessa Marystella Srl decideva di far subentrare un’altra società nel 2006 per gestire il bagno. Ma la Guardia di finanza faceva rilevare delle irregolarità.

La nuova società non produceva i documenti necessari e da qui scaturiva la richiesta del Comune di Castiglione della Pescaia di sgomberare lo stabilimento e di far decadere in sostanza la concessione. La società Marystella decideva così di ricorrere al Tar, che alla fine dopo otto anni si pronunciava decretando però che il Comune aveva ragione. Di fatto lo stabilimento era stato abbattuto già da tanti anni, e da quel momento sull’area demaniale, in una posizione a dir poco strategica e invidiabile, le varie amministrazione avevano deciso di restituire la spiaggia ai cittadini: da quel giorno l’ex bagno Marystella era diventato spiaggia libera, con la terrazza a mare il luogo dove promuovere manifestazioni, mentre sulla spiaggia c’era spazio anche per la sede delle colonie riservate ai ragazzi delle scuole. Sulla vicenda rimane il lungo lasso di tempo da parte del Tar prima che venisse adottata questa prima decisione, con la società Marystella Srl che potrebbe sempre appellarsi e richiedere un ulteriore ricorso al Consiglio di Stato.

Per il Comune castiglionese invece, questa sentenza dimostra che aveva ragione e che la decadenza della concessione e lo smantellamento delle strutture erano atti legittimi. Inoltre mette al riparo da eventuali richieste di risarcimento, che in caso sarebbero state sicuramente milionarie. E rimette in gioco anche lo stesso arenile, che potrebbe adesso non più gravato da sentenze tornare a disposizione per una nuova concessione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini