Trasporti
Monticello, doppia protesta contro Poste
Venerdì la manifestazione della maggioranza e ieri quella della minoranza. Il sindaco: «Ma è una battaglia bipartisan»
MONTICELLO AMIATA. Tutto il paese di Monticello in armi per le poste, per ben due giorni: il 28 agosto per una manifestazione organizzata dalla maggioranza di Cinigiano con la partecipazione del capogruppo regionale Pd Leonardo Marras e la seconda, ieri, messa in piedi dalla minoranza guidata da Giovanni Barbagli.
Entrambe le manifestazione sono state, comunque, bipartisan. Il sindaco Romina Sani chiarisce infatti che «i problemi delle Poste hanno taglio amministrativo e non politico. Per cui maggioranza e minoranza hanno lavorato fianco a fianco. Anche la scelta delle due date non ha avuto motivi polemici. Abbiamo scelto il 28 perché Marras poteva esser qui solo in tal giorno e non per fare concorrenza alla manifestazione della minoranza del giorno seguente».
Finite le polemiche, dunque, l’obiettivo comune è stato quello di evitare la chiusura dell’ufficio postale. Il 28 agosto le speranze del sindaco sono state riposte in Marras «primo riferimento per l’amministrazione in Regione – dice Sani – che ha ribadito la vicinanza della Regione alle amministrazioni locali affermando di voler proseguire il percorso di trattativa con le Poste avviato pochi mesi fa con la presentazione della mozione in consiglio regionale. Rossi lunedì incontrerà il sottosegretario Giacomelli: non ci fermeremo finché non otterremo un risultato. Attenderemo quindi l’esito di questo incontro e la discussione al Tar prevista per il 3 settembre».
Il sindaco ieri ha dato il via alla raccolta delle firme “Insieme contro la chiusura degli uffici postali” che consegnerà in prefettura il 2 settembre in occasione della manifestazione organizzata dalle associazioni sindacali.
Ieri, poi, maggioranza, minoranza e sindaco hanno incontrato i monticellesi. «Si sa che vi potrebbero essere novità in vista relative agli uffici postali in odor di chiusura e su cui si deciderà il 3 settembre – spiega il capogruppo di minoranza Giovanni Barbagli – e forse si comincerà a ragionare non da quando chiudere gli uffici, ma dal come poterli tenere aperti».
Intanto nella prossima settimana il Tar si esprimerà sul ricorso presentato da Uncem Toscana. «Si tratta – prosegue Barbagli – di trovare la maniera di organizzare nuove funzioni da gestire in questi uffici. Noi, come minoranza, abbiamo anche sondato la possibilità di trovare altri soggetti, come la Nexive, che è d’accordo nel rilevare gli uffici postali. Maggioranza e minoranza per la prima volta si sono trovati d’accordo di fronte alla rabbia di tanti anziani e di molti operatori economici».
E il sindaco ha specificato: «Poste spa per svolgere i servizi postali percepisce i soldi dallo Stato. Non credo che la chiusura degli uffici incida particolarmente sul bilancio della società che ha un utile di oltre un miliardo di euro».
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