Gioco
Il ministero chiarisce La seduta consiliare è del tutto in regola
A Massa Marittima il bilancio di previsione è stato approvato dopo che la minoranza aveva sollevato dubbi di legittimità
MASSA MARITTIMA. Martedì scorso durante il consiglio comunale di Massa Marittima si è aperto il caso della legittimità della seduta, un’altra volta. Tre settimane prima il problema riguardava la convocazione, questa volta invece il numero legale. E per fare chiarezza è stato richiesto il parere del ministero dell’Interno, un’altra volta, che ha inviato la sua risposta nel giro di pochi giorni, confermando che sì, la seduta era in regola in tutto e per tutto.
Una garanzia non da poco, visto che in quella seduta l’amministrazione comunale, con i suoi voti, ha approvato il bilancio di previsione 2015: il documento portante sulla gestione finanziaria pubblica per un Comune.
«Non è la prima volta che la minoranza getta scompiglio accusando del mancato rispetto delle norme – sbotta il sindaco Marcello Giuntini – con tesi che non stanno né in cielo né in terra e viene poi smentita dalla presentazione di documenti».
Era già successo alcune settimane prima infatti, quando a convocare la seduta del 30 luglio era stata il vicesindaco Luana Tommi, non legittimata a farlo secondo la civica Massa Comune.
«Anche in quel caso un’operazione del tutto corretta» dice Giuntini.
Quella che è successo martedì scorso invece è una storia diversa. L’assise si è riunita per approvare il bilancio, ma in sala c’erano solo sei consiglieri di maggioranza più appunto il sindaco. Arrivato il momento della votazione, Massa Comune e i Repubblicani non ha voluto prenderne parte, convinta tra l’altro di lasciare l’assise senza il numero legale per procedere con le approvazioni.
Una convinzione ribadita anche durante lo stesso consiglio. «Checché ne dica il sindaco – si è letto il giorno dopo sul sito della civica – le deliberazioni non sono valide».
Da qui la richiesta di un parere al ministero dell’Interno, arrivata venerdì in serata, che decreterà la validità dell’approvazione. «I rappresentanti dei due gruppi di minoranza non hanno considerato o fingono di non conoscere la corretta interpretazione della norma – dice Giuntini – Le norme nazionali e l’ordinamento degli enti locali impongono infatti un numero minimo di presenti alle sedute, pari ad un terzo dei consiglieri eletti, senza conteggiare il sindaco, ma solo in seconda convocazione».
Da qui l’attacco diretto di Giuntini alle due opposizione: «ne deduco che, o i consiglieri non conoscono bene la giurisprudenza su cui si basa il loro ruolo o mettono in atto strategie diversive che non fanno bene a nessuno, tanto meno alla collettività per cui lavoriamo».
Giuntini se la prende proprio con l’uso dell’astensione fatto proprio dalle due liste. «L’assentarsi da una votazione, al fine di far mancare il numero legale deve essere un’azione seriamente motivata e consapevole e non messa in atto per bassi scopi politici – conclude il sindaco – I consiglieri di minoranza che si sono alzati ed hanno lasciato l’aula durante la votazione del Bilancio annuale, hanno fatto un gesto gravemente irresponsabile, che denota un totale disinteresse per la città».
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