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Il capogruppo dem si dimette: «Il partito non mi rappresenta»

di Alfredo Faetti

GAVORRANO. È bastata una battuta a William Capra per spiegare al meglio la sua decisione. «Esco dal Pd perché mi sono sentito come un cliente che vorrebbe comprare un paio di scarpe da trekking e che...

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GAVORRANO. È bastata una battuta a William Capra per spiegare al meglio la sua decisione. «Esco dal Pd perché mi sono sentito come un cliente che vorrebbe comprare un paio di scarpe da trekking e che invece, quando apre la scatola, si trova un paio di mocassini».

Testuali parole arrivate poco dopo la notizia ufficiale della sua uscita dal partito, abbastanza rumorosa negli ambienti politici di Gavorrano, sia perché Capra è il capogruppo di maggioranza in consiglio comunale, sia perché ormai è divenuto un punto di riferimento per i giovani democratici.

Parla di una decisione «sofferta», come spesso capita in questi casi, ma ribadisce subito il proprio sostegno all’Amministrazione guidata da Elisabetta Iacomelli, che lo ricambia con la stessa moneta confermandogli la sua fiducia e quella della Giunta.

Così Capra resterà capogruppo in consiglio, ma non più per il Pd. Un partito in cui non si riconosce più: almeno non nelle guide nazionali dettate dal segretario Matteo Renzi.

Sono queste infatti le basi che hanno portato Capra a lasciare il Partito Democratico. Le stesse, più o meno, già sentite da altri esponenti di spicco nella zona delle Colline Metallifere (Giusi Biolato e Piero Boccuni, rispettivamente ormai ex segretari del circolo e dell’unione comunale di Massa Marittima), che hanno deciso di rimettere la tessera per delle visioni troppo diverse rispetto alla segreteria nazionale.

Il capogruppo minerario in questo senso ha già fatto capire che continuerà il suo percorso politico a sinistra, pronto a impegnarsi per Possibile, il nuovo soggetto partorito da quel Pippo Civati a cui lo stesso Capra aveva sempre fatto riferimento.

«Voglio subito mettere in chiaro la mia posizione» ha detto subito riguardo i rapporti con l’Amministrazione Iacomelli: «Continuerò a far parte della coalizione come attivista di Possibile sul territorio».

L’uscita di Capra, per quanto l’armonia nella coalizione sia più che garantita da entrambe le parti, cambia gli equilibri politici in seno alla maggioranza gavorranese: il sindaco Iacomelli, infatti, ha in tasca la tessera del Partito Socialista, mentre il capogruppo, a questo punto, ha virato a sinistra con Possibile; e al Pd, che è il partito di maggior peso nel governo del comune, così come scaturito dalle elezioni amministrative del 2013, ora si deve accontentare di un posto da vice sindaco, rappresentato da Giulio Querci, oltre ai due assessori Daniele Tonini e Giorgia Bertaccini.

Dettagli marginali, assicurano dal municipio di Gavorrano, dove tutti assicurano che «la maggioranza è più compatta che mai».

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