Sicurezza
Una colletta per salvare la chiesina abbandonata
GIANNELLA. «La chiesina di Santa Liberata andrebbe restaurata». Nelle vicinanze del ponte che collega l’Argentario al tombolo della Giannella si trova la Peschiera di Nassa, appartenuta da secoli...
GIANNELLA. «La chiesina di Santa Liberata andrebbe restaurata». Nelle vicinanze del ponte che collega l’Argentario al tombolo della Giannella si trova la Peschiera di Nassa, appartenuta da secoli alla comunità di Orbetello. Agli inizi del XIX secolo vi fu costruita una piccola chiesa per i pescatori, necessaria per permettergli di partecipare alle funzioni religiose.
Felice Samaritani, rispettando le richieste dell’appalto, fece costruire nel 1802 la chiesina sotto la torre della Peschiera di Nassa. Al momento dell’inaugurazione fu intitolata alla Madonna del Loreto e in seguito a Sant’Andrea, il patrono dei pescatori. Le funzioni religiose venivano svolte sia dai preti di Orbetello, la cui comunità ne era proprietaria, sia i frati del Convento dei Passionisti del Monte Argentario.
Nel corso degli anni le funzioni religiose si celebrarono sempre più raramente fino a che, negli anni ’70, cessarono definitivamente. Da allora la chiesina fu custodita dagli abitanti del posto ma, negli ultimi anni, è in stato di completo abbandono. «La cappella, al momento attuale, vista dall’esterno è in discrete condizioni - racconta lo storico santostefanese Danilo Terramoccia - ma all’interno ha grossi problemi di stabilità: ha il soffitto sfondato in più punti e le pareti gravemente lesionate. L’ingresso è stato più volte sfondato e rimesso a posto inchiodando delle traverse sulla porta, così come due piccole finestre. Purtroppo quelli sono stati i soli interventi di tamponamento, ma non è stato fatto niente per il recupero della chiesa. Peccato che un piccolo gioiello della storia dell’Argentario sia in totale abbandono».
All’interno vi sono numerose statue in gesso, con due panche per assistere alle cerimonie religiose, una cassettiera con tre cassetti pieni di abiti religiosi per celebrare le messe. In un angolo c’è un singolare confessionale costruito su misura della chiesa di forma triangolare, mentre sulla facciata della chiesa vi è murata una lapide che ricorda l’esplosione della nave Panigaglia che causò il 31 luglio del 1947 la morte di 69 persone nella rada di Santa Liberata, durante lo sbarco di materiale esplosivo da trasportare al Forte del Pozzarello. «Se non si faranno interventi necessari al recupero - prosegue Terramoccia - la chiesa fra pochi anni collasserà e un pezzo di storia scomparirà. Penso che se si iniziassero subito i lavori di riparazione non sarebbe necessaria una grossa spesa ma, se continuerà l’incuria di questi ultimi anni, sarà difficile recuperarla o per lo meno servirà una grossa spesa. Forse la soluzione è quella dell’intervento di qualche benefattore o di organizzare una colletta per riparare la chiesa. Al giorno d’oggi la chiesa è di proprietà del Comune di Orbetello».
(a.cap.)
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