Il Tirreno

Grosseto

Suo figlio morì investito Ora il padre è indagato

di Pierluigi Sposato

Tragedia di Aiali, «atto dovuto» in vista dell’incidente probatorio chiesto dal pm Dovrà essere sentita la ragazzina che per ultima aveva tenuto per mano Lorenzo

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ROSELLE. Anche lui - il padre - è iscritto nel registro degli indagati per l'incidente stradale che causò la morte del figlio di tre anni. Anche per lui, come per la conducente della Fiat Panda, l'ipotesi è di omicidio colposo. Anche lui, che è già nel procedimento come persona offesa, dovrà in qualche modo "difendersi", seppur in seguito a una mera questione tecnico-giuridica. Una vicenda in cui dolore e stupore si sovrappongono e si mescolano, sentimenti di cui la giustizia cerca di tener conto contemporaneamente alle esigenze di indagine.

Vincenzo Groccia, il medico del Misericordia davanti al quale il 18 aprile scorso perse la vita il piccolo Lorenzo, investito mentre attraversava la strada degli Aiali, si è trovato improvvisamente anche dall'altra parte della barricata. Anche indagato, adesso, per tutto quanto era avvenuto quella sera, tra l'orto e l'abitazione antistante. Un "tutto quanto" ancora da ricostruire nei dettagli; e l'iscrizione nel registro degli indagati è un passaggio indispensabile proprio nell'ottica del completamento degli accertamenti tecnici, che già fanno perno sulla consulenza relativa alla dinamica dell'incidente mentre anche le parti si sono rivolti a degli specialisti per la ricostruzione. A Groccia, come alla giovane donna che guidava la Panda, Giulia Trapassi, è stato notificato in questi giorni l'avviso di richiesta di incidente probatorio, che il sostituto procuratore Giuseppe Coniglio ha chiesto al giudice delle indagini preliminari. Il magistrato chiede di cristallizzare le dichiarazioni di una minorenne presente ai fatti, ai fini di valutarne la portata, prima di arrivare a un eventuale giudizio. E' l'unica testimone diretta del fatto. E' l'ultima persona che ha tenuto per mano Lorenzo. La richiesta sembra nascere dall'eventualità che il trascorrere del tempo possa intaccare la completezza dei ricordi. Un atto che deve essere compiuto con le garanzie previste dal codice, per tutte le parti in causa o che potrebbero esserlo: e da queste esigenze è scaturita l'iscrizione nel registro degli indagati di Groccia, avvenuta e notificata all'interessato solo qualche settimana fa.

Un atto che il medico anestesista - pur se enormemente provato, come tutta la sua famiglia e come del resto la conducente della Panda - ha accolto con disponibilità, come è sempre avvenuto sin dal primo giorno delle indagini. Assistito dall'avvocato Valentina Guerriero, il medico ha compreso le esigenze procedurali e ne ha condiviso le finalità, perché l'unico scopo della famiglia, fa sapere, è arrivare a una ricostruzione completa di quel tragico pomeriggio del 18 aprile. Non diverse le aspettative dei legali di Giulia Trapassi, gli avvocati Luca Di Paola e Riccardo Lottini. Anche Trapassi potrà partecipare all'incidente probatorio che dovrà aiutare a fare piena luce sulle responsabilità.

Non ci sono dettagli nell'ipotesi di reato che accompagna l’avviso: solamente l'indicazione dell'articolo del codice penale, il 589, omicidio colposo. Una volta completata la procedura di notifica dell'avviso, il sostituto provvederà a una formulazione più dettagliata dell'ipotesi sulla quale intende muoversi. Al completamento dell'incidente probatorio, la cui data deve ancora essere fissata, il magistrato avrà di fronte un quadro completo, unitamente ai risultati dell'esame autoptico.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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