Il Tirreno

Grosseto

Indagati per lesioni e omicidio colposo piloti e verricellista

di Francesca Ferri
Indagati per lesioni e omicidio colposo piloti e verricellista

I tre erano sull’elisoccorso da cui sono precipitati due sanitari Sabato mattina ci sarà l’autopsia sulla donna morta

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GROSSETO. Omicidio colposo e lesioni colpose gravi in concorso. Con queste ipotesi di reato sono indagati da ieri il comandante pilota, l’altro pilota e il tecnico verricellista dell’elisoccorso Pegaso 2, dal cui verricello mercoledì sono precipitati nel vuoto il medico Riccardo Bolognini e l’infermiere Roberto Marconi. Bolognini e Marconi sono rimasti gravemente feriti mentre cercavano di raggiungere una paziente in fin di vita. Il cavo a cui erano appesi ha toccato i fili dell’Enel nella campagna di Sassofortino. Il contatto ha provocato una fiammata e il cavo che li sorreggeva si è spezzato, facendoli cadere da circa 8 metri. Nel frattempo la donna, Adriana Omizzolo, 68 anni, che aveva avuto un attacco cardiaco e aspettava di essere raggiunta dall’elisoccorso, è morta, nonostante le prime cure prestate dai volontari della Pubblica assistenza, arrivati in ambulanza da Sassofortino.

Sabato l’autopsia. L’iscrizione nel registro degli indagati, ordinata dal pm Laura D’Amelio, è servita per fissare l’autopsia sulla donna. Gli inquirenti vogliono infatti capire se il ritardo dell’elisoccorso, dovuto all’incidente, abbia influito sulla sua morte. L’autopsia sarà eseguita sabato mattina all’obitorio dell’ospedale di Grosseto dal team dell’Anatomia patologica dell’ospedale di Pisa.

Ex militari esperti. Pilota e copilota sono, come il verricellista, dipendenti della società Inaer, che fornisce i vettori e il personale per l’elisoccorso alla Regione. Ex militari, sono descritti come molto esperti, con molte ore di volo alle spalle, esperienza maturata in passato anche in scenari di guerra, e una precisa conoscenza del Grossetano dove operano da diverso tempo.

Il consulente tecnico. Secondo la prima ricostruzione fornita dalla Regione, l’incidente sarebbe avvenuto perché i cavi aerei dell’Enel erano poco visibili. Spetterà ai magistrati di Grosseto stabilire come sono andati i fatti. Per questo la Procura ha nominato un consulente tecnico, uno specialista in aeronautica, che avrà il compito di ricostruire l’incidente e verificare se ci siano state o no omissioni, manovre sbagliate. Cosa insomma ha fatto sì che il verricello con appesi i due sanitari sia andato a finire sui cavi dell’Enel. Oggi ci sarà il sopralluogo sul posto. La zona è sempre piantonata dai carabinieri. L’elicottero è sempre sotto sequestro. Ieri la Procura ha fatto prelevare la scatola nera che sarà fatta esaminare a Roma da un secondo esperto. Il contenuto, con le conversazioni, i tracciati radio, i dati di volo e meteo, sarà sbobinato. Sequestrate anche varie attrezzature, come il cavo spezzato, lungo circa un metro e mezzo, e due spezzoni del cavo elettrico ai due lati del punto di rottura. Sequestrata anche l’imbracatura e verificata la documentazione di abilitazione al volo dei due piloti, da cui è risultato tutto a posto.

Inchiesta Asnsv e Inaer. Quella della Procura non è l’unica inchiesta in corso sull’incidente di Sassofortino. Anche l’Ansv (Agenzia nazionale per la sicurezza del volo) ha avviato ieri un’inchiesta indipendente su quello che ha classificato come «incidente». A differenza di quella della Procura, finalizzata a individuare eventuali responsabilità, l’inchiesta dell’Ansv ha finalità di prevenzione. L’Agenzia ha inviato un proprio investigatore sul posto ma al momento bocche cucite da Roma: si dovrà aspettare la relazione conclusiva che, come di prassi, contiene raccomandazioni di sicurezza per prevenire altri incidenti. Anche l’Inaer ha avviato un’inchiesta interna.

La ricostruzione del Soccorso alpino. Ieri, intanto, il Soccorso alpino toscano ha fornito ulteriori dettagli sull’incidente, correggendo in parte la ricostruzione diramata dalla Regione, secondo la quale il primo a scendere era stato il soccorritore alpino.

«Arrivati con l’elicottero sul posto – spiega Stefano Rinaldelli, delegato del Soccorso alpino toscano – poiché il terreno non era particolarmente impervio, i primi a scendere sono stati il medico e l’infermiere, mentre il tecnico del Soccorso alpino è rimasto sull’elicottero. Quando i due sono precipitati, a quel punto, per prestare loro un primo soccorso, l’elicottero si è abbassato a bassissima quota, a circa un metro e mezzo, e il nostro tecnico è potuto saltare giù e raggiungerli». Un’operazione delicata ma necessaria, poiché il verricello era ormai fuori uso. «Quindi Pegaso 2 è tornato a Grosseto per imbarcare altro personale sanitario, e ritornare sul posto. Nel frattempo il nostro soccorritore è rimasto insieme a loro», conclude Rianldelli.

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