Sicurezza
Il sospetto è sulla cena alla festa del Pd
Sandra Mariani ha mangiato carne il 16 agosto, poi lei e i familiari si sono sentiti male. Indagato il segretario del partito
FOLLONICA. È un piatto a base di carne, probabilmente una salsiccia, l’alimento sul quale si concentrano le attenzioni degli inquirenti che indagano sulla morte di Sandra Mariani, la vigilessa di 47 anni originaria di Follonica e che abitava a Empoli, deceduta lunedì.
La donna e i suoi familiari hanno mangiato questa pietanza la sera di domenica 16 agosto alla Festa democratica di Follonica nella pineta di via dei Pini. Un piatto scelto da tantissimi durante le sagre follonichesi, che si svolgono tutte in questo posto, in sequenza, durante l’estate, e che sono andate avanti fino a pochi giorni fa. Stessa cucina, molto probabilmente stessi fornitori, per le varie kermesse culinarie e poi l’inspiegabile morte, almeno per adesso. Dopo l’autopsia avvenuta mercoledì all’ospedale di Grosseto, la salma è stata portata a Follonica.
Ieri pomeriggio alla camera mortuaria dell’impresa funebre Vanni, Tosi e Terramoccia in piazza Don Ugo Salti c’erano i genitori, Assunta e Francesco, il compagno Dante, e parenti e amici della vigilessa. Per porgere il loro cordoglio sono arrivate persone da tutta la Toscana, colleghi e amici.
Sandra era una persona amorevole, disponibile e pronta ad aiutare gli altri, tanto che spesso decideva di partire per delle missioni umanitarie, andando in luoghi (Pakistan, Perù, Burkina Faso per citare alcune sue mete) dove era necessaria una profilassi preventiva per non rischiare di ammalarsi. Da quei viaggi è sempre tornata sana e, come si sussurrava ieri alla camera mortuaria, «non prendeva neppure il raffreddore d’inverno».
Eppure dopo una cena fuori in compagnia di mamma, papà, zia e suocera (con la quale era arrivata nel Golfo pochi giorni prima per trascorrere alcuni giorni di vacanza) si è scatenata una serie di complicazioni che ha portato alla fine a due aneurismi che le hanno spento il cuore per sempre.
Originaria di Follonica, ha prestato servizio come vigile urbano al comando della sua città dal 1995 al 2000 quando si era trasferita a Empoli perché lì viveva il fidanzato Dante. Da allora svolgeva mansioni amministrative per la Municipale di Lastra a Signa.
Con il compagno si erano conosciuti a Firenze. Due persone unite dagli stessi principi di vita, corrette, gentili e disponibili, amanti dei viaggi, che spesso decidevano di fare andando alla scoperta di abitudini diverse dalle loro, ma anche dei libri. Immancabili le visite ai genitori (il padre è originario di Montelaterone) e alla zia a Follonica. Anche Dante conosce bene la città del Golfo:sin da piccolo vi passa le vacanze.
Ad agosto, come raccontano persone vicine alla famiglia, Sandra aveva deciso di partire con la suocera e aspettare che il fidanzato, impegnato al lavoro, avesse dei giorni liberi per raggiungerle. Come capitava ogni anno, il 16 agosto la cena fuori e la scelta ricaduta sulla festa del Pd.
Tutti e cinque i familiari hanno mangiato la stessa pietanza, scegliendo la carne: la notte hanno accusato un malore, chi più lieve, chi un po’ più forte, ma pareva una situazione sotto controllo.
Sandra, invece, ha iniziato a sentire forti dolori allo stomaco: da qui la decisione di andare a fondo e il primo ricovero all’ospedale di Massa Marittima. Poi l’aggravamento e il trasferimento al Misericordia di Grosseto. A quel punto a Follonica è arrivato Dante. Era preoccupato ma non immaginandosi che le complicazioni sarebbero state così gravi.
Sandra ha continuato a peggiorare tanto che, sempre stando al racconto dei conoscenti della famiglia, è stata portata nel reparto di rianimazione. «Due emorragie a distanza di poco», spiegano i parenti.
Ora le indagini sono in mano alla Procura di Grosseto che ha iscritto nel registro delle notizie di reato il segretario follonichese del Partito democratico, Gesuè Domenico Ariganello, responsabile della sagra. L’Asl intanto sta facendo dei controlli a posteriori sugli accessi per gastroenterite e malesseri legati a intossicazione da cibo negli stessi giorni in cui si è sentita male Sandra. La famiglia per adesso aspetta il rientro dalle ferie del proprio legale per decidere come procedere.
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