La manifestazione
Sandra, una morte ancora senza perché
Nessuna risposta definitiva dall'autopsia della vigilessa originaria di Follonica, ma c'è un indagato
FOLLONICA. I primi riscontri dell’autopsia, eseguita mercoledì 26 agosto a Grosseto, non hanno permesso di fare luce sulle cause della morte di Sandra Mariani, 47 anni, agente della polizia municipale di Lastra a Signa, deceduta lunedì 24 agosto all’ospedale di Grosseto, a qualche giorno di distanza da un malore accusato dopo un periodo di vacanza trascorso a Follonica.
Di Follonica, del resto, Sandra era originaria e nella polizia municipale di Follonica aveva anche prestato servizio, tra il 1995 e il 2000. Da quell’anno viveva a Empoli, dove si era trasferita nel 2000 per amore del compagno, Dante; a Follonica però tornava spesso perché nella città del Golfo abitano i suoi genitori, Francesco e Assunta, in un appartamento in via Romagna, a Casserello.
La Procura ha disposto l’autopsia per chiarire se vi sia un legame tra una cena consumata in un locale pubblico, la settimana scorsa, e il decesso avvenuto lunedì.
Ieri mattina l’esame autopstico è stato eseguito dal dottor Marco Di Paolo, della medicina legale di Pisa, incaricato dal sostituto procuratore Laura D’Amelio. Risposte immediate non ce ne sono; occorrerà attendere i risultati delle analisi tossicologiche, per le quali ci vorranno dai 60 ai 90 giorni. Intanto una persona è indagata per omicidio colposo.
Una vita tranquilla la sua, fatta di lavoro e famiglia: dopo gli studi (Sandra Mariani aveva frequentato l’istituto commerciale Fibonacci di Follonica) aveva scelto di entrare nel corpo dei vigili urbani; nel comando follonichese era entrata nel luglio del 1995 dopo aver prestato servizio nella provincia milanese. Nella sua città di origine è rimasta per cinque anni fino al maggio del 2000 quando è stata trasferita a Lastra a Signa, per sua richiesta: visto che il fidanzato viveva a Empoli, la donna aveva deciso di raggiungerlo per eliminare le distanze. Nel 2007 poi aveva partecipato con colleghi provenienti da tutta Italia a una missione di pace in Burkina Faso, con i padri Camilliani.
«Una persona seria, professionale, eccezionale da un punto di vista umano». Così la descrive Pierclaudio Alocci, agente della polizia municipale di Porto Santo Stefano che aveva fatto parte della sua stessa esperienza in Africa.
«Facevamo visite ai lebbrosari, alle scuole, all’ospedale – racconta Alocci – e la ricordo come una persona meravigliosa». Un’esperienza quella africana che le era rimasta nel cuore, a lei che aveva uno spirito gentile e amorevole.
Le parole di Alocci sono simili a quelle che arrivano da Follonica. «Era una ragazza molto educata, pacata, sempre disponibile con i colleghi e i cittadini – raccontano dal Comando di Follonica sia Gemma Mauri, oggi dirigente comunale, ma dal 1997 al 2001 comandante della municipale del Golfo, che Mario Buoncristiani, anche lui a capo del corpo per molti anni e oggi in pensione. – Il ricordo che abbiamo di lei è molto positivo e la notizia ci ha rammaricato profondamente». Ora alla magistratura il compito di capire che cosa sia accaduto, anche se il dolore per la scomparsa di Sandra non si potrà cancellare.
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