Sicurezza
Aggrediti da dodici venditori con i bastoni degli ombrelloni
Punta Ala, la vicecomandante della municipale ricostruisce minacce e ferimento di due agenti: "Assaliti mentre portavamo via la merce sequestrata"
PUNTA ALA. «Quando siamo stati circondati da almeno una dozzina di persone che ci stavano minacciando con in mano le aste degli ombrelloni, ho avuto davvero paura. Solo l’esperienza e la freddezza dei riflessi, maturata in quasi trent’anni di servizio sono state le armi per uscire da una situazione che era diventata potenzialmente esplosiva».
Racconta così il suo stato d’animo Gemma Bromo, il vice comandante dei vigili urbani di Castiglione della Pescaia, il giorno dopo l’aggressione subita da lei e da altri quattro suoi colleghi sulla spiaggia di Punta Ala. Un pomeriggio di paura quello passato da chi in quel momento stava solo compiendo il proprio dovere, all’altezza di Casetta Civinini, al termine di un normale controllo antiabusivismo, finito con il sequestro di numerosa merce, e poi con la rivolta di una dozzina di extra comunitari che volevano a tutti i costi riprendersi la loro roba.
Il sequestro, andato in parte a buon fine, ha avuto però delle serie conseguenze per almeno due vigilesse: una ha riportato la frattura del metatarso alla gamba destra, con la prognosi che parla di almeno 30 giorni per la guarigione, oltre a varie contusioni e una slogatura ad un polso; per un’altra si parla di una frattura ad un dito della mano, anche questa guaribile con diverse settimane di riposo. Per gli altri componenti della squadra invece solo pochi danni senza gravi conseguenze, anche se qualche botta l’hanno rimediata, finendo su una siepe a causa degli spintoni.
La ricostruzione degli avvenimenti da parte del vice comandante Bromo è molto dettagliata: «Era un normale controllo sulla spiaggia come li abbiamo fatti anche nelle scorse settimane. In particolare, dopo le segnalazioni di prassi alla Questura, ci siamo presentati in “borghese” sull’arenile, e questo evidentemente ha sorpreso i venditori ambulanti, che avevano piazzato la loro merce in bella mostra in diversi punti. Appena abbiamo chiesto loro i documenti il classico fuggi fuggi generale». Bromo prosegue: «Abbiamo raccolto la merce in varie coperte e ci siamo incamminati verso la pineta dove c’era l’auto di servizio, il Doblò, in attesa per caricare i sacchi. Ma durante il tragitto, vicino a Casetta Civinini nel lato dove c’è lo stabilimento balneare, sono incominciati i guai». In pochi attimi è infatti iniziata l’aggressione: «Per primo si è avvicinato un solo uomo che ha tentato di strapparci i sacchi. E nel giro di qualche minuto a dargli man forte sono arrivati altre persone, in tutto almeno una dozzina». Ed è qui che sono iniziati gli spintoni e l’aggressione: «Questo gruppo di uomini, tutti extracomunitari, ci ha circondato e quando hanno preso i bastoni degli ombrelloni ce la siamo davvero vista brutta. Siamo riusciti a mettere un po’ di merce sequestrata nel Doblò e abbiamo chiamato i carabinieri, anche se i venditori sono poi scappati».
Tra gli oggetti sequestrati e probabilmente contraffatti, borse di Prada, Liu jo, Gucci, Louis Vouitton, foulard di Gucci, felpe e borsetti uomo, giacche invernali Napaijiri, piumuni Moncler, K-Way, borselli Prada, Gucci Burberry, scarpe sportive Converse, Fred Perry, Nike, Adidas. E poi ancora, borsetti da uomo, borselli da donna, borse da donna, piccole unisex, foulard.
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