Sicurezza
Niente bus scolastico per le campagne Genitori infuriati
Quattordici famiglie contestano la soppressione del servizio «I numeri c’erano ma il Comune dice che ha problemi di budget»
GROSSETO. Ragazzi a piedi e famiglie nei pasticci nelle campagne alle porte di Grosseto. Deve ancora cominciare ma parte con il piede sbagliato l’anno scolastico per quattordici famiglie che abitano nelle campagne della zona di Barbaruta, Cernaia, Squadre Basse, Acquisti, Casotto dei Pescatori, Squartapaglia e Il Cristo.
Il Comune di Grosseto ha infatti deciso di sopprimere per l’anno scolastico 2015/2016 il servizio di trasporto scolastico, la cosiddetta “linea 3” che serviva queste zone e permetteva ai ragazzi di essere prelevati, portati a scuola e riaccompagnati a casa ogni giorno a fronte di una quota di compartecipazione al servizio da parte delle famiglie calcolata sulla base del modulo Isee.
A dare notizia della mancata attivazione del servizio per l’anno scolastico che sta per iniziare una lettera in cui il Comune fa sapere alle famiglie che avevano richiesto il servizio che non è stato raggiunto il numero minimo di dodici domande, come previsto dal regolamento comunale, per poter attivare il trasporto scolastico.
«Da una nostra verifica – spiega il rappresentante dei genitori, Mauro Bruni, residente a Barbaruta – è emerso che al Comune erano arrivate nei tempi utili per la domanda undici richieste per il servizio intero (andata e ritorno) e tre per il servizio di sola andata o ritorno. Queste tre famiglie si sono però dimostrate disponibili a fare domanda per il servizio completo così che il numero di famiglie interessate al servizio è salito a quattordici».
Un numero che dà finalmente serenità alle famiglie interessate perché viene superata la soglia minima dei dodici alunni posta come condizione dal Comune. La risposta dell’amministrazione con grande sorpresa però non cambia. «Dopo aver ricevuto le lettere che preannunciavano la soppressione del servizio – spiega Mauro Bruni – ci siamo attivati perché per noi è un servizio di fondamentale importanza. Abbiamo ottenuto un incontro con il dirigente comunale Giulio Balocchi dal quale è emersa un’altra verità: da parte del Comune c’è un problema di budget ed è quello il motivo per cui dopo anni non avremo più questo servizio».
Laura Baccheschi è una delle mamme che si batte per la riattivazione del servizio: «In passato c’erano state avvisaglie che ci hanno fatto temere per questo servizio che però finora è sempre stato confermato. Ci siamo anche resi disponibili come famiglie a sostenere un aumento delle quote mensili purché il servizio resti. Qui siamo in campagna, non ci sono pulman di linea o soluzioni alternative per questi ragazzi».
Mauro Bruni prova a guardare oltre il disagio che aspetta le famiglie: «Questo è un brutto segnale. Come cittadini siamo sempre più vessati ma a fronte di questo i servizi diminuiscono e si va a tagliare su una priorità come la scuola e il diritto allo studio». Alla riunione ospitata dalla cooperativa Raspollino di Barbaruta tanti i genitori coi loro figli e da parte di tutti lo stesso auspicio: «Il Comune di Grosseto ci ripensi. Serve un atto di buona volontà perché se c’è la volontà politica i soldi in qualche modo si trovano».
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