Il Tirreno

Grosseto

torna il fango sulla massicciata

Nel 2013 finì ko a causa della piena

Nel 2013 finì ko a causa della piena

La linea era riaperta da nemmeno un anno, dopo lavori da 3 milioni

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GROSSETO. Non c’è pace per la linea ferroviaria Grosseto-Siena. Chiusa per circa un anno a causa dell’alluvione che ha colpito la Toscana nell’ottobre 2013, la ferrovia era stata riaperta appena lo scorso ottobre.

I danni, quella volta, furono ingenti. Le piogge che si abbatterono con una furia inaudita sulla regione fecero esondare dei torrenti Crevole e Rigagliano. Il fango travolse e distrusse circa un chilometro di binari nei pressi della stazione di Murlo, nel comune di Siena.

L’interruzione della linea ferrovia e l’assenza, per mesi, di una risposta precisa da parte del ministero dei Trasporti circa la sua riapertura preoccuparono non poco i pendolari.

La linea Grosseto-Siena, infatti, è da sempre il fanalino di coda del trasporto ferroviario regionale. I binari si snodano lungo la riva del fiume Ombrone, seguendone il percorso tortuoso attraverso boschi, colline e paesaggi mozzafiato.

Per ovvie ragioni morfologiche, la linea non può sostenere treni ad alta velocità. A dirla tutta, non è neanche elettrificata: i treni che vi viaggiano sono diesel.

I passeggeri, di conseguenza, non sono tantissimi e questo crea un circolo vizioso per il quale meno passeggeri significa riduzione dei treni, e meno treni significa sempre meno passeggeri.

Così quando i mesi passavano e dei lavori non c’era ancora traccia, il timore fu che la linea non sarebbe stata ripristinata affatto.

E invece, dopo un lungo tira e molla, il ministero riuscì a trovare i 3 milioni di euro necessari per risistemare i binari. A un anno esatto dall’esondazione dei torrenti, la linea è stata riaperta. Ora un nuovo guaio.

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