Proteste
La Piaggetta del castello è una discarica
Arcidosso, una residente segnala un bivacco nel pittoresco luogo che porta al maniero aldobrandesco
ARCIDOSSO. «Ci sono piazzette e piazzette. E ci sono paesi e paesi. La Piaggetta del Castello di Arcidosso, che come si può intuire dal nome si trova in prossimità del Castello e per la precisione lungo la bellissima scalinata che dalla chiesa di San Niccolò sale al castello Aldobrandesco, potrebbe essere un angolo pittoresco del centro storico. Appunto, potrebbe».
Giulia Malinverno Riccieri, residente della zona del castello arcidossino torna su un argomento delicato, che per la sua importanza è stato anche oggetto di un’interrogazione in consiglio comunale qualche tempo addietro. In quel tratto di accesso al maniero che fu degli Aldobrandeschi c’è disordine, e mancanza di regole del vivere civile da parte di alcuni ragazzi che vi abitano. Lo scorso febbraio la minoranza specificava in una interrogazione al sindaco che «i ragazzi di Libereria Amiata autogestita, con il loro modo di vivere cozzano, secondo la collettività, con le regole comunitarie. Panni stesi ovunque, oggetti ingombranti in bella vista nella piazza, non hanno né luce né acqua e utilizzano quella della fontana pubblica per necessità casalinghe». La minoranza chiedeva al sindaco accertamenti sulle presenze di ospiti nella casa, che fossero rispettate norme igienico sanitarie, abitabilità.
Il sindaco Marini in quella circostanza rassicurava: arriverà un nuovo regolamento comunale con norme comportamentali precise e sanzioni in caso di inosservanza. Inoltre specificava: «È stato verificato che non c’è attività imprenditoriale nella casa dei giovani, che vi sono due residenti, che ci sono le condizioni di abitabilità. Non ci sono problemi di sicurezza – precisava Marini – ma di decoro sì».
Adesso, a distanza di mesi, la situazione non è cambiata. La signora si chiede: “Chissà come mai non si ferma più nessuno a far foto? Inutile metter fiori davanti alle nostre case, aver cura di asciugare i panni in casa, se l'incuria viene permessa, e ancora permessa. C'è perfino la scarpiera all'aria aperta, bidoni, taniche enormi di plastica, i panni che cadono, roba da buttare. E menomale che alcuni mesi fa è stato varato il nuovo Regolamento comunale, che mi sembra alquanto inutile se non viene fatto rispettare. Per questo dico: c'è piazzetta e piazzetta, c'è paese e paese. A volte basterebbe poco per far fare a un piccolo borgo un salto di qualità davvero importante e risoluto. A voi la scelta, cari Amministratori”. Giulia Malinverno Riccieri descrive una situazione che pare cozzare contro il senso di decoro, e a questo punto anche contro al regolamento comunale: «C’è ancora gente che gira seminuda, che dorme di giorno sulla panchina o che si sdraia sulla scalinata a prendere il sole; sporco, panni ovunque». E racconta: «Ho provato a chiedere ad alcuni ospiti di tenere ordine ma non so che lingua parlassero, me la sono cavata a malapena con un "it isn't a camping", ma ho riscontrato anche toni sgarbati da parte di qualcuno. Il padrone non l'ho mai visto, né ho visto i vigili che non so se siano mai venuti qui. Al sindaco ho scritto invano a inizio agosto. Probabilmente ciò che per me è indecoroso, per altri è assolutamente normale. Mi dispiace che chi sale lungo la splendida scalinata abbia invece questo disgustoso spettacolo, di disordine, "discarica", e anche di persone che vivono tipo "en plein air" come fossero al camping o eredi dei figli dei fiori». (f.b.)
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