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Parco centrale, l’apertura slitta

di Paola Villani
Parco centrale, l’apertura slitta

Ritardi dovuti al patto di stabilità bloccano i pagamenti all’impresa

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FOLLONICA. Slitta l’inaugurazione del Parco Centrale: il Patto di stabilità blocca i pagamenti all’impresa che sta realizzando la maxi opera.

Prima dell’estate il sindaco Andrea Benini aveva dichiarato che entro luglio i lavori nell’area che prima ospitava l'ippodromo dei Pini, sarebbero terminati: così non è stato e stavolta a mettere i bastoni tra le ruote ai piani della giunta sono le regole imposte dal governo centrale che limitano le spese degli enti comunali per controllare l’indebitamento degli stessi. Anche se i soldi da investire ci sono il Patto di stabilità li blocca e così tutto si complica. Per il Parco Centrale il sindaco assicura che presto i lavori saranno ultimati, la scommessa è troppo grande per essere persa. «Lo stato di avanzamento dell'intervento è al 97% - spiega Benini – siamo in contatto continuo con l'impresa appaltatrice che conosce perfettamente l'importanza strategica che questa opera ha per la città quindi non ci saranno problemi e presto il cantiere verrà chiuso». Sì perché in questo caso c’è un altro ostacolo che l’amministrazione follonichese si trova ad affrontare: trattandosi di un progetto che ha ricevuto dei finanziamenti a livello europeo ci sono delle scadenze improrogabili da rispettare per portarlo a conclusione, scadenze che se non venissero rispettate comporterebbero la perdita di quelle sovvenzioni, una catastrofe finanziaria visto che a Follonica sono arrivati circa venti milioni di euro grazie al Piuss (Piani integrati di sviluppo urbano sostenibile), lo strumento con cui la Regione Toscana ha attivato questa tipologia di progetti. «La situazione è paradossale – continua Benini – da una parte il Patto di stabilità limita le uscite economiche del Comune, dall’altra c’è una scadenza da rispettare entro la quale i cantieri devono essere chiusi e le spese rendicontate: avevamo cinque interventi e 20 milioni di euro da gestire. Dai Patti di stabilità possono essere detratti i contributi europei ma non quelli arrivati dalla Regione e dalle casse comunali, come nel nostro caso, per portare a termine i cantieri. Proprio per questo abbiamo deciso di chiedere all’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) di portare la nostra istanza di fronte agli organi competenti perché un'ente comunale non può trovarsi a decidere se perdere dei finanziamenti o sforare il Patto: quello che chiediamo è che possano essere svincolati i contributi provenienti da fondi nazionali relativi a progetti finanziati in parte con denaro europeo».

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