Sicurezza
Arriva Gianni, il vigile dell’emergenza
Al Borgo del Leccio, verso cui è stato deviato il traffico della Statale 223, ci si arrangia: «Ora però non ne possiamo più»
CIVITELLA PAGANICO. Si è infilato il suo giubbotto smanicato catarifrangente ed è sceso in strada. A dirigere il traffico. Non è un vigile urbano ma Gianni Katarincic ha passato così il suo sabato mattina di fine agosto: la paletta in mano non l’aveva, ma – ci sa fare – ed è come se l’avesse avuta. Originario della Croazia, da venticinque anni in Italia, da cinque vive in località Il Leccio. Il Leccio, ovvero uno di quei borghi verso cui è stato ieri deviato il grosso del traffico che si è imbottigliato sulla Statale 223, dove nella mattinata è stato caos per la chiusura – causa caduta di calcestruzzo – della galleria di Casale di Pari.
Il vigile-volontario. Incontriamo Gianni in mezzo alla strada, di fronte alla pizzeria Il Leccio che si chiama come la località in cui sorge. «Ho dato una mano al personale Anas perché la situazione era problematica – ci racconta – e non c’erano abbastanza uomini. Ora il traffico scorre (ci conferma nel pomeriggio di ieri tra le 17 e le 18, ndr): grazie ai sensi unici che hanno previsto, ma il problema sarà domani». Gianni, il vigile dell’emergenza, non è nuovo a questa pratica dettata dal suo senso civico (da cos’altro?): «Non è la prima volta, quando ci sono degli imprevisti – ci racconta – io do una mano e il sindaco mi ha anche ringraziato».
Pensionati su tutte le furie. Angela De Marinis, pensionata, residente al Leccio (dove è nata) invece ha un diavolo per capello. Perché non è la prima volta – come si deduce anche dalle parole di Gianni – che il borgo del Leccio collassa sotto i pneumatici dei veicoli che arrivano dalla Statale 223. «Ogni volta che capita un incidente sulla Senese, deviano il traffico da noi. Qui camminiamo con un piede nella fossa e un piede in strada – ci dice Angela – Già non c’è un margine sufficiente per camminare in sicurezza quando non ci sono emergenze, figuriamoci adesso. Ieri (venerdì, ndr) e stamani (sabato, ndr) è stato un via-vai continuo, un’auto dopo l’altra». Senza tregua. «Volevo usare il trattore – continua – e non l’ho mosso. Volevo muovermi in macchina e non l’ho fatto, e passi, pace. Il problema è la sicurezza, non possiamo essere l’alternativa alla 223».
La tempistica. I residenti sono preoccupati soprattutto per i tempi del ripristino della galleria di Casale di Pari. «Hanno dipinto le striscioline gialle per terra per indicare la viabilità alternativa – continua Angela – e questo ci fa pensare che non risolveranno il problema in un giorno. C’è chi parla di una settimana, chi di quattro mesi, chi di sei. Rispetto a (venerdì, il traffico è diminuito perché hanno istituito il senso unico, ma domenica cosa succederà?». E l’incubo nella domenica del rientro oggi potrebbe riguardare non tanto Il Leccio quanto l’abitato di Ferraiola.
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