Proteste
Testa di cinghiale trovata a bordo strada
La macabra scoperta di alcuni ciclisti vicino a Torniella: forse è opera di un bracconiere. Nel 2014 un caso simile lì vicino
ROCCASTRADA. Ci risiamo. L’anno passato, in estate, a fine luglio, testa, pelle e zoccoli di due cinghiali furono lasciati in bella mostra nel parco ai castagni di Sassofortino e su una piazzola di sosta lungo la strada che collega la frazione con Roccastrada, in località Ponte di Curio. Due giorni fa stesso copione, stavolta in direzione Torniella.
Una testa di cinghiale, mozzata, è stata adagiata sul ciglio della strada statale 73, la vecchia Senese-Aretina. Poco sangue, un taglio netto; in bella mostra solo il capo dell’irsuto e, poco distante, una zampa.
Il ritrovamento, come detto, è stato effettuato giovedì pomeriggio poco distante dal bivio che conduce nell’area del Caolino, all’Hotel Sant’Uberto.
Episodi di questo tipo – raccontano i cacciatori della zona – si ripetono più spesso di quanto si pensi. Passano sotto silenzio. Come fu spiegato l’anno passato, qui c’è qualcuno (sicuramente uno o più bracconieri) che si diverte così: di notte si apposta al balzello, spara, uccide e dopo dissemina i feticci, le prove della “ammazzatina”. Forse per far sapere a chi deve sapere…
La segnalazione stavolta è arrivata attraverso i social network. A notare i resti del cinghiale sono stati alcuni ciclisti, che hanno fotografato la testa e poi l’hanno postata, raccogliendo una valanga di commenti. Ieri è stata informata dell’episodio anche la polizia provinciale.
È molto probabile che si tratti dell’appendice di un’azione di bracconaggio, macabre tracce del passaggio di bracconieri nei posti che solitamente, in inverno, frequentano i cacciatori delle squadre locali.
Ma non si può fare finta di nulla. Non è tollerabile che pezzi di un cinghiale, ucciso fuori stagione, vengano abbandonate in questo modo. Se si tratta di una provocazione o di un gesto dimostrativo, sono in pochi ad averne colto il significato.
In questa zona, dove non ci sono colture intensive, è da escludere che l’episodio sia da ricondurre ai danni procurati dai cinghiali e dalla conseguente esasperazione di cittadini messi alla prova da “sconfinamenti” degli animali. Parimenti, visto che non ci sono tracce di sangue, è da escludere che l’animali sia stato ucciso e spellato a bordo strada, a seguito dell’urto con una vettura. Insomma le piste sono due: o un messaggio indirizzato a qualcuno, oppure la bravata di un’esibizionista, a cui piace rischiare.
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