Sicurezza
Forestali, i soldi ci sono i pagamenti ancora no
La Regione versa all’Unione dei Comuni parte degli stipendi arretrati da maggio ma l’ente non ha ancora deciso se tenerseli per recuperare gli anticipi precedenti
CASTEL DEL PIANO. L’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi dice ai forestali amiatini di non preoccuparsi perché gli stipendi arriveranno. Ma per ora in Amiata sono arrivate le briciole che non bastano neanche a coprire l’anticipo versato dall’Unione per conto della Regione. La telenovela degli stipendi arretrati degli operi forestali dell’Unione comuni Amiata grossetana non è finita. Non c’è ancora certezza, infatti, che ai forestali siano pagati gli stipendi di agosto e gli arretrati da maggio.
Nonostante sia arrivato un acconto di 68.813 euro con un decreto dirigenziale della Regione Toscana del 19 agosto, la giunta dell’Unione dei comuni dell’Amiata grossetana si riunirà lunedì per decidere se utilizzare questo anticipo regionale per gli stipendi di luglio o utilizzarli per risarcire i 157.000 euro anticipati per conto della Regione da gennaio ad aprile.
L’ultima puntata della storia la racconta Giovanni Barbagli, consigliere di minoranza in rappresentanza di Cinigiano nell’Unione, che ha già presentato per proprio conto un esposto alla Procura dove chiede che i membri della giunta toscana paghino gli stipendi ai forestali di tasca loro.
«Siamo arrivati all’assurdo – tuona Barbagli – sappiamo che la Regione è in ritardo per l’adozione del Praf (piano regionale forestale) per il 2015 dove ci saranno gli stanziamenti definitivi che consentono i pagamenti dei forestali. Quindi il ritardo regionale, alla fine, lo pagano gli operatori. Hanno cercato di giustificarsi dicendo che è colpa del patto di stabilità, ma è una scusa madornale, perché il ritardo della programmazione è la vera responsabilità in capo all’assemblea regionale all’agricoltura e alla giunta. Ne è prova indiretta quella del pagamento di 7 milioni circa dei premi di produzione dei dipendenti regionali deciso in questi giorni dalla giunta. Insomma, si preferisce pagare i premi, anziché gli stipendi di chi lavora».
Dal canto suo l’Unione dei comuni, che ha anticipato di cassa propria alcune mensilità ai forestali, aveva richiesto alla Regione le risorse necessarie per le attività di forestazione, non trattenendosi dal segnalare la responsabilità della Regione per questi ritardi.
«La Regione sa benissimo quanto guadagna un forestale – incalza Barbagli – circa 25.000 euro. Dunque sa anche quanto occorre stanziare».
Dal canto suo l’assessore all’agricoltura e forestazione dell’Unione Amiata grossetana, Fosco Fortunati, si dice. «Sono molto preoccupato di questa situazione – dice – siamo terra di nessuno. Abbiamo scritto in Regione una lettera dove chiarivamo le nostre difficoltà a fare ulteriori anticipi. E mi chiedo: perché solo noi abbiamo queste difficoltà? Cosa vuole fare la Regione del settore forestazione e dei forestali in Amiata? Occorre un’assunzione di responsabilità».
Tra gli operai il malumore è palpabile. «Ormai – spiega un operaio forestale – non ci sono più né parole né speranze di cambiamento. C’è un gioco continuo di rimpalli di responsabilità e la conclusione è che noi siamo senza stipendio e siamo costretti a chiedere prestiti in banca per pagare le tasse. E anche stavolta è così».
Secondo il presidente Unione Amiata Jacopo Marini, quei 68.000 euro saranno per gli stipendi: «Sono per loro – dice – anche se insufficienti. Aspettiamo la prossima tranche di qui a pochi giorni».
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