Sicurezza
«Cento motivi per chiudere l’inceneritore»
Il Comitato per il No ha pubblicato un libro-testimonianza che raccoglie 40 anni di storie e battaglie
SCARLINO. È una storia lunga quasi quarant'anni, che parte con un vecchio impianto per bruciare pirite e arriva a un inceneritore. Nel mezzo, molti capitoli, talmente tanti da farne un romanzo: progetti, aspettative, lotte, tribunali, sentenze. E infine le conclusione, scandite in «cento buoni motivi per chiuderlo definitivamente», come recita anche il titolo in copertina.
Un libro per raccontare una battaglia civile che nel nord della Maremma forse non ha eguali, venduto alla simbolica cifra di un euro (il prezzo di stampa) e diffuso a socie e simpatizzanti per le vie di Follonica e Scarlino. È l'ultima trovata del Comitato per il No all'Inceneritore, che ha deciso di mettere tutte le sue motivazioni nero su bianco. Con una dedica speciale. «Dedicato all'amico Franco Zuccaro» si legge nelle prime pagine. Dedicato all'avvocato e attivista protagonista nelle molte battaglie legali con Scarlino Energia, da cui è uscito vincitore spesso e volentieri. «Adesso sappiamo che se ogni uomo dedicasse una parte di sé ad una cosa in cui crede davvero come hai fatto tu, il mondo sarebbe migliore».
Un libro testimonianza. «Vuole documentare da una parte come si è giunti all'idea di trasformare dei forni di arrostimento della pirite, antiquati ed inadeguati, prima in un impianto a biomasse e poi, seguendo il business dei rifiuti, in un inceneritore - si legge sul sito del Comitato - Dall'altra si è voluta documentare, a futura memoria, la "lotta di popolo" contro questa idea scellerata, la resistenza dei cittadini di Follonica e Scarlino, delle categorie (alberghi, stabilimenti balneari, ristoranti, commercianti, agricoltori) con la formazione del Comitato del No». Inevitabile che buona parte dei paragrafi sia destinata a quelle sentenze di Tar e Consiglio di Stato con cui, per ben due volte, sono state annullate le autorizzazioni all'impianto, costringendolo a chiudere. «Bocciature che non hanno fatto recedere politici ed industriali a continuare di cercare di riaccendere quei forni che le sentenze hanno chiuso». Ma «la lotta continua» dicono dal Comitato, come conferma anche il recente parto del Coordinamento del No, pronto a mettere in piedi una serie d'iniziative in vista della Conferenza dei Servizi dell'8 settembre, quando la Regione deciderà se concedere o meno nuove autorizzazioni a Scarlino Energia.
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