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Grosseto

Colpi scaccia-gabbiani: via libera

Colpi scaccia-gabbiani: via libera

Colture a rischio a Grosseto: la Provincia autorizza due cittadini a sparare a salve

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GROSSETO. Ora si può sparare anche ai gabbiani. Ovviamente a salve. Tra le direttive per il controllo della fauna selvatica mediante interventi incruenti la Provincia ha autorizzato nei giorni scorsi due cittadini, titolari di porto d’armi e relativa licenza di caccia, a portare e usare il fucile da caccia caricato con munizioni a salve, nelle ore diurne, allo scopo di spaventare e allontanare i volatili che si introducono in alcuni fondi di proprietà, coltivati in via Castiglionese, alle porte della città.

In realtà non si tratta di una novità assoluta. «Ne facciamo un paio all’anno di determine che autorizzano a sparare a salve ai gabbiani – spiega il responsabile del settore Massimo Machetti – una recente per le vasche del pesce ad Ansedonia, un’altra al Cristo perché questi volatili danneggiavano le colture. La specie non è oggetto di contenimento».

A permettere tutto ciò è una determina dell’amministrazione provinciale, in linea con un parere generale dell’Ispra. Il gabbiano, in realtà, non rientra tra le popolazioni che risultano dannose e quindi contenibili, come cinghiali, volpi, nutrie, corvidi, colombi di città e storni. Il gabbiano può essere solo spaventato con spari a salve e in via eccezionale.

Di recente il titolare del fondo aveva inoltrato una richiesta a palazzo Aldobrandeschi, perché nei suoi appezzamenti i gabbiani, in questo periodo, arrecano gravi danni alle colture di cavolo di vari tipi.

«Considerata la necessità di difendere queste colture e attestata l’eccezionalità della circostanza – si legge nella determina – è stato dato il via libera all’intervento». Ovviamente l’autorizzazione è valida solo per i campi in questione. I due proprietari-cacciatori non potranno allontanarsi dai terreni se non con il fucile a tracolla, chiuso nell’apposito involucro o smontato. L’autorizzazione vale un anno, limitatamente ai 30 giorni successivi alla semina per le colture erbacee e ai 30 giorni prima della maturazione e raccolta del frutto per le colture erbacee e arboree. In caso di mancato rispetto delle prescrizioni verrà revocata l’autorizzazione. (g.b.)

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